Il governo austriaco quest’anno dovrà tagliare spese per 6,4 miliardi, il prossimo anno per altri 8,7 miliardi. Sono quasi 15 miliardi in due anni, per evitare che il deficit esploda e che l’indebitamento superi la soglia del 100% del Pil. Sono passati soltanto 5 anni da quando l’Austria aveva ancora i conti in regola, faceva orgogliosamente parte dei cinque “paesi frugali” e l’allora cancelliere Sebastian Kurz definiva con disprezzo l’Italia come uno Stato “kaputt”.
Le cose alle volte cambiano in fretta. Basta una pandemia, un’erogazione avventata di aiuti pubblici, la difficoltà a tenere i conti in ordine e l’inflazione sotto freno ed ecco che da un giorno all’altro si possono sforare i parametri di Maastricht, proprio come gli Stati cicala del Sud Europa, proprio come l’Italia spernacchiata da Kurz.
Ora l’Austria deve correre ai ripari e la strategia per venirne fuori è stata illustrata questa mattina al Parlamento dal ministro delle Finanze, Markus Marterbauer, che ha presentato il doppio bilancio per l’anno in corso e per il 2026. Marterbauer è un socialdemocratico ed è davvero un’ironia che sia toccato proprio a lui dover proporre misure di rigore alla Thatcher, anziché soluzioni keynesiane, più adatte a un uomo di sinistra. Ma, come ha spiegato, l’Austria è di fronte a una situazione di emergenza e non può permettersi un ulteriore indebitamento, che già ora pesa per il 15% sul bilancio, sottraendo risorse ad altri servizi e investimenti.
Anche con i tagli previsti nei prossimi due anni, tuttavia, il deficit calerà soltanto di poco, perché da tre anni (questo è il terzo) l’economia austriaca è in recessione: significa che il Pil è negativo, si produce meno ricchezza di quanto se ne produceva fino a tre anni fa e, di conseguenza, anche il gettito fiscale si riduce. Una situazione che gli osservatori economici austriaci definiscono in tedesco “miserabel”. Nonostante tutti gli sforzi, quest’anno il deficit sul Pil sarà del 4,5% e il prossimo del 4,2%. Già prima dell’estate l’Europa avvierà un procedimento di infrazione, che potrebbe rientrare alla fine del 2028, se la “terapia” del ministro Marterbauer riuscirà a far scendere il deficit sotto il parametro di Maastricht del 3%.
Ma quali sono gli ingredienti della “terapia”? Consistono in un provvedimento di risparmio di peso e in molte altre misure di media, piccola o piccolissima portata. Ad esse, sul fronte delle entrate, si affiancano aumenti fiscali mirati, per esempio sugli utili delle banche, e sulla riduzione di determinate detrazioni fiscali.
I tagli maggiori riguarderanno le misure ambientali, introdotte quando al governo c’erano i Verdi. Ora i Verdi sono all’opposizione e gli attuali soci della coalizione possono fare marcia indietro su tutti i fronti. Primo fra tutti quello dell’Ecobonus, la cui abolizione quest’anno e il prossimo anno consentirà un risparmio di 2 miliardi. Ma anche il Klimatiket (l’abbonamento annuale che consente di viaggiare gratis su tutti i mezzi di trasporto, dai treni agli, autobus, dai tram alla metropolitana di Vienna) verrà a costare 200 di euro in più (ora costa 1179,30 euro). In questo modo lo Stato verrà a risparmiare quest’anno 550 milioni e il prossimo 820.
Tagli sono attesi anche nell’amministrazione pubblica e qui si procederà con il collaudato sistema di chiedere a ogni ministero di fare la sua parte, non importa se i servizi che saranno cancellati sono importanti o non lo sono.
NELLA FOTO, il ministro delle Finanze, Markus Marterbauer (Spö), con la sottosegretaria alle Finanze, Barbara Eibinger-Miedl (Övp).
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