C’è voluto un anno e mezzo per incriminare il presunto responsabile dell’attentato terroristico di matrice islamica pianificato per uno dei tre concerti di Taylor Swift a Vienna, nell’agosto del 2024, attentato scongiurato, grazie i servizi di intelligence Usa, che avevano dato l’allarme alla polizia austriaca, consentendo di annullare per tempo lo spettacolo della cantante americana. Sotto accusa è un giovane di 21 anni, di cittadinanza austriaca, ma figlio di immigrati dalla Macedonia del Nord, che dovrà risponderne davanti al tribunale di Wiener Neustadt. L’accusato, infatti, non risiede a Vienna, ma a Ternitz, un comune di 15.000 abitanti della Bassa Austria, e a Ternitz ha progettato e fabbricato gli ordigni che avrebbe voluto far esplodere davanti all’”Ernst Happel Stadion”, durante i concerti di Swift. Per questo la competenza non è dei giudici della capitale, ma di quelli di Wiener Neustadt.
Va detto che l’identificazione e l’arresto del giovane, che allora aveva 19 anni, era avvenuto già poche ore dopo l’annullamento del concerto. Evidentemente la raccolta delle prove e probabilmente anche le indagini per individuare altri complici hanno richiesto tutto questo tempo. L’accusa nei confronti del giovane è molto grave e potrebbe comportare, se applicata nella misura massima, l’ergastolo. In questo caso, però, il massimo della pena sarà di 20 anni, perché al momento del fatto l’imputato non aveva ancora compiuto 21 anni.
La decisione di annullare i concerti di Taylor Swift non era stata presa dalla polizia o dalle autorità amministrative, ma dalla società che aveva organizzato l’evento e che aveva preferito non correre rischi. Lo stop era stato accolto con grande rammarico dai fan della cantante americana. Basti dire che i biglietti per lo spettacolo – 65.000 per ciascuna delle tre serate – erano andati esauriti da mesi.
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