Venerdì 6 Marzo 2026

Forse è sempre esistita una relazione speciale fra Trieste e Vienna e fra Vienna e Trieste, quanto meno da quando, oltre sei secoli fa, la città portuale scelse di diventare parte dei domini asburgici. Ma in tempi recenti questa relazione è diventata, se così possiamo dire, più evidente. Lo si evince dall’attenzione che la pubblicistica viennese (ma non solo viennese) dedica a Trieste e da altri eventi significativi, come la decisione dei Wiener Symphoniker nel 2025 di trasferire nel capoluogo giuliano il loro tradizionale concerto di primavera e di ripetere anche quest’anno quell’esperienza.

Alla trasferta della prestigiosa orchestra viennese si aggiunge ora l’iniziativa del Kunsthistorisches Museum di esporre a Trieste, nelle scuderie del castello di Miramare, alcuni preziosi reperti della sua collezione egizia. In passato opere del museo viennese erano uscite dalle mura di casa per essere prestate a mostre allestite in altre parti del mondo. Questa volta non si tratta solo di prestiti, ma è lo stesso museo ad allestire una sua mostra “in trasferta”, nell’ambito di un progetto rivolto all’Italia e agli artisti italiani, di cui l’iniziativa di Miramare è parte.

La mostra sarà inaugurata il 2 aprile con il titolo “Antico Egitto a Miramare”. Dici Miramare e inevitabilmente pensi a Massimiliano d’Asburgo (1832–1867), fratello sfortunato dell’imperatore Francesco Giuseppe, fucilato in Messico nel 1867. Massimiliano raccolse quasi 2.000 oggetti egizi nel suo castello di Miramare. Dopo la sua morte, questi fondi entrarono a far parte della Collezione Egizia e del Vicino Oriente del Kunsthistorisches Museum. Circa 60 di questi reperti torneranno da aprile alle scuderie del castello per tutta la durata della mostra (che si chiuderà il 12 ottobre), illustrando le scelte e gli interessi collezionistici di Massimiliano. Accanto agli oggetti del Kunsthistorisches Museum e altri della collezione di Miramare, la mostra presenterà reperti provenienti dal Museo civico di antichità J. J. Winckelmann di Trieste, che testimoniano la diffusa presenza dell'”egittomania” nella Trieste del 19. secolo, anche al di fuori del collezionismo aristocratico.

La mostra egizia di Trieste, come dicevamo sopra, è un tassello dell’anno che il Kunsthistorisches Museum dedica all’Italia. Prima di Trieste, infatti, Vienna andrà a Roma, dove il 6 marzo, a palazzo Cipolla, inaugurerà una grande mostra intitolata “Da Vienna a Roma: capolavori asburgici dal Kunsthistorisches Museum”. Oltre cinquanta capolavori provenienti dalle prestigiose collezioni del Kunsthistorisches Museum verranno presentati per la prima volta in Italia. La selezione offrirà una panoramica di quattro secoli di pittura europea, dal Rinascimento al Barocco, includendo capolavori da Velázquez ad Arcimboldo e capolavori della Kunstkammer.

Pochi giorni dopo, il 24 marzo, si inaugurerà a Vienna una mostra speciale dedicata ai celebri vedutisti veneziani Canaletto e Bellotto. Con immaginazione pittorica, questi due artisti del 18. secolo svilupparono un nuovo linguaggio visivo dell’identità urbana, trasformando la realtà urbana in un palcoscenico, un’idea e un ideale. Molte delle opere, in particolare i dipinti londinesi di Canaletto, saranno esposte in Austria per la prima volta.

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