Sette anni e mezzo dopo un omicidio di stampo mafioso, commesso a Vienna, un uomo di nazionalità montenegrina è stato arrestato ieri a Rimini dalla locale squadra mobile, affiancata da una speciale task force austriaca istituita per dare la caccia ai latitanti. L’arrestato è un uomo di 32 anni, che il 21 dicembre 2018 avrebbe sparato e ucciso un connazionale di 32 e ferito gravemente un altro connazionale di 23. Il fatto era avvenuto in pieno centro, all’angolo tra Lugeck e Wollzeile intorno alle 13.30 di quel giorno, un’ora in cui quel reticolo di vie e vicoli tra la Rotenturmstrasse e il Donaukanal era molto affollato (ne avevamo dato notizia in questo blog il 22 dicembre 2018). L’episodio era stato catalogato allora – e le circostanze di oggi lo confermano – come una faida tra clan criminali dediti al narcotraffico.
La vittima della sparatoria era stata identificata come Vladimir Roganovic, membro del clan “Kovac”, mentre del giovane ferito si era appreso solo il nome, Stefan V. Anche del presunto killer arrestato a Rimini la polizia ha comunicato soltanto il nome: Mili B. L’arresto è avvenuto sulla base di un mandato europeo emesso dalla Procura di Stato di Vienna e di un mandato d’arresto internazionale per sospetto omicidio e tentato omicidio.
La polizia di Rimini era giunta sulle tracce del montenegrino sulla base di indagini coordinate dal Servizio centrale operativo e dall’unità Enfast (European Network of Fugitive Active Search Teams), una rete europea di squadre specializzate nella ricerca di latitanti. Fin da febbraio era stata segnalata la possibile presenza di Mili B. nella zona di Rimini. Le ricerche si erano concentrate ultimamente nella zona di Marebello, dove era stato individuato un appartamento intestato a un cittadino russo, che però ormai da anni aveva lasciato l’Italia.
L’alloggio appariva abbandonato, ma l’utenza elettrica era attiva. Significa che lì qualcuno doveva starci. Per settimane sono stati effettuati appostamenti, diurni e notturni, fino al giorno in cui la presenza del ricercato è stata accertata. Ieri pomeriggio la polizia ha fatto irruzione nell’appartamento, trovandovi un uomo poi identificato per il montenegrino accusato dell’omicidio di Vienna.
NELLA FOTO di APA/Comyan/Georg Hochmuth), la piccola piazza Lugeck, nei cui pressi avvenne la sparatoria del 2018, vigilata da un poliziotto armato di tutto punto, perché in un primo momento si era ritenuto che l’episodio fosse riconducibile al terrorismo e non a una resa dei conti tra bande criminali.
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