Lunedì 20 Aprile 2026

Con l’approvazione ufficiale dell’accordo quadro da parte della Chips Joint Undertaking, nell’ambito del Chips Act dell’Unione Europea, è stato dato il via a Champion-Ion, progetto che nei prossimi anni porterà alla creazione di una rete pilota per la produzione di chip quantistici basati su trappole ioniche. La sede principale per la progettazione, produzione e validazione di questi chip sarà proprio a Villaco, in Carinzia, presso Silicon Austria Labs (Sal), istituto di ricerca applicata riconosciuto a livello europeo per l’eccellenza nei settori della microelettronica, dei sensori e della fotonica.

L’annuncio è stato dato dal Land Carinzia, in particolare dallo “Strategische Landesentwicklung”, l’ufficio della Direzione del Land che ha il compito di sviluppare le linee strategiche per immaginare quale sarà il futuro della Carinzia, per la qualità della vita e dell’ambiente, e creare le condizioni perché ciò avvenga.

Le parole usate per la comunicazione dell’accordo raggiunto non sono facili da masticare per chi, come noi, non è del mestiere. Per coglierne il senso possiamo soltanto immaginare i chip quantistici come i chip che consentono ai nostri computer di funzionare, perché ne sono il cuore, ma sono “quantistici” in quanto fungono da processori, appunto, per i computer quantistici. Le trappole ioniche su cui sono basati consentono di catturare ioni con l’ausilio di campi elettrici e magnetici.

La Chips Joint Undertaking, che ha ufficialmente approvato l’accordo, è un partenariato pubblico-privato che sostiene le capacità di ricerca, sviluppo e produzione nell’ecosistema europeo dei semiconduttori. Serve a rafforzare la sovranità tecnologica dell’Europa nel campo dei semiconduttori e renderci meno dipendenti da altri e, in ultima analisi, più liberi. Un obiettivo irraggiungibile dai singoli Paesi, ma raggiungibile quando si lavora insieme a livello europeo.

Villach, fulcro della nuova industria quantistica europea

Il progetto Champ-Ion ha una durata prevista di sette anni e coinvolge 21 partner da sei Paesi europei tra università, centri di ricerca e aziende grandi e meno grandi. Tra i protagonisti c’è Sal, con competenze consolidate nella fabbricazione micro e nanoelettronica, nella integrazione fotonica e nei processi avanzati per semiconduttori.

Il sito Sal di Villaco sarà infatti il “main hosting site” per la futura linea pilota: è qui che verranno sviluppati i processi produttivi ad alta precisione e integrati su chip componenti elettronici e fotonici, fondamentali per la costruzione di qubit stabili e scalabili (“qubit” è l’abbreviazione di “quantum bit”, il bit quantistico, che è l’unità di informazione quantistica).

«Il nostro ruolo sarà centrale nel portare questa tecnologia oltre la fase sperimentale, verso l’applicazione industriale», spiega Christina Hirschl, ceo di Sal. «Villaco rappresenta il punto d’incontro tra ricerca di frontiera e capacità produttiva. Non a caso la Carinzia è da anni un polo riconosciuto a livello europeo per l’innovazione nel settore microelettronico».

Tecnologie quantistiche: una trasformazione silenziosa ma profonda

La tecnologia delle trappole ioniche, utilizzata per intrappolare singoli atomi e manipolarli come “qubit”, è una delle piattaforme più promettenti nel panorama del quantum computing. Rispetto ad altre soluzioni garantisce tempi di coerenza più lunghi, maggiore affidabilità e precisione di calcolo, caratteristiche fondamentali per lo sviluppo di applicazioni in ambito farmaceutico, finanziario, logistico e di sicurezza informatica.

Il progetto Champ-Ion mira a industrializzare questa tecnologia e a renderla accessibile alle imprese europee, contribuendo a ridurre la dipendenza da tecnologie extra Ue e a rafforzare la resilienza economica e tecnologica dell’Europa.

Un ecosistema che da anni investe nella tecnologia

“L’Austria, e in particolare la Carinzia, ha tutto ciò che serve per competere in questo ambito: competenze, infrastrutture e una solida cultura della collaborazione tra ricerca e industria – sottolinea Christina Hirschl – È da qui che vogliamo contribuire in modo tangibile alla sovranità tecnologica europea”.

Non è quindi un caso il fatto che la prima linea pilota europea per i chip quantistici a trappole ioniche trovi la sua implementazione proprio qui. La Carinzia si è affermata come territorio ad alta intensità tecnologica, grazie a infrastrutture di ricerca all’avanguardia, un tessuto imprenditoriale altamente specializzato e una strategia regionale di lungo periodo incentrata su microelettronica, sensori, Ict e sostenibilità industriale.

Il cuore di questo ecosistema è rappresentato dal Parco tecnologico di Villaco (Tpv), dove sono insediate oltre 40 aziende attive nei settori della microelettronica, meccatronica e ingegneria, e dall’High Tech Campus Villach, sede anche del Silicon Alps Cluster e del centro start-up “build!”. A pochi chilometri, il Lakeside Science & Technology Park di Klagenfurt è uno dei poli Ict più dinamici dell’arco alpino, connesso alla locale Università e ai Lakeside Labs, specializzati in intelligenza collettiva, sistemi distribuiti e robotica avanzata.

Completano il quadro un sistema integrato di finanziamenti per l’innovazione, supporto all’insediamento imprenditoriale e una fitta rete di cooperazione tra aziende, centri di ricerca e istituzioni educative. Un modello virtuoso che rende la Carinzia un luogo ideale non solo per fare ricerca, ma per trasformarla in industria.

[Contributo di Alessia Toppan]

NELLE FOTO, il Parco tecnologico di Villaco e uno dei laboratori dei Silicon Austria Labs.

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