Il mondo è davvero piccolo. Robert Francis Prevost, nuovo Pontefice romano con il nome di Leone XIV, conosce bene l’Austria e Vienna, più di quanto ci si potesse immaginare. Le ragioni sono molto semplici. Da gennaio la sede vescovile della capitale austriaca è vacante. Fino ad allora vescovo di Vienna era il cardinale Christoph Schönborn, che al compimento degli 80 anni ha lasciato l’incarico, per raggiunti limiti di età: non poteva più continuare a guidare la diocesi e non ha nemmeno potuto partecipare all’elezione del nuovo pontefice.
Leone XIV quando non era ancora Leone XIV, ma semplicemente il cardinale Prevost, era prefetto del dicastero (ministero) per i vescovi. L’incarico gli era stato conferito da Papa Francesco il 30 gennaio 2023 e in questa veste doveva occuparsi dei vescovi della Chiesa nel mondo, intervenendo là dove erano insorte controversie o dove era necessario provvedere a nuove nomine. Era lui a esaminare i casi, anche se poi era il Papa, su sua proposta, a provvedere alle nuove consacrazioni. Per questa ragione, dunque, in tempi recenti il cardinale Prevost si era recato a Vienna: per farsi un’idea dello stato delle cose nelle diocesi austriache e per individuare un successore di Schönborn in quella di Vienna.
L’occasione della visita apostolica era stata la festa degli Ognissanti dello scorso anno, per cogliere, come si suol dire, due piccioni con una fava: incontrare il cardinale Schönborn, prossimo a diventare “vescovo emerito”, e per partecipare, al tempo stesso, al giubileo dell’Ordine degli agostiniani, presenti a Vienna da 675 anni.
Come abbiamo appreso proprio ieri, Robert Francis Prevost nel 1977 era entrato nell’Ordine agostiniano e da cardinale aveva accolto con piacere l’invito che i confratelli viennesi dell’Ordine gli avevano rivolto a partecipare alla celebrazione del giubileo nella Augustinerkirche, che gli agostiniani amministrano da secoli e che dal 1634 era diventata chiesa parrocchiale della casa d’Asburgo. L’edificio religioso fa parte del complesso della Hofburg e, dal punto di vista strutturale, costituisce un’estensione del palazzo dell’Albertina. Come chiesa di corte, qui si sono tenute le celebrazioni più importanti della casa imperiale, dalle incoronazioni ai matrimoni, tra cui quelli di Maria Teresa d’Austria con Francesco di Lorena e di Francesco Giuseppe con la principessa Elisabetta (Sissi) di Baviera.
Un’occasione da non perdere, perché forse sarà l’ultima. Gli agostiniani ancora presenti nell’ex chiesa di corte sono solo tre e al prossimo giubileo, tra 25 anni, forse non ci sarà più nessuno. Il cardinale americano ha quindi accolto il loro invito e nel giorno di Ognissanti ha presieduto in quella chiesa una concelebrazione eucaristica. Come ha rivelato ieri sera il cardinale Schönborn, intervistato dall’Orf, dopo la messa nella Augustinerkirche Prevost era stato suo ospite a cena nel palazzo arcivescovile.
È del tutto probabile che in quella sede i due avessero discusso dello stato della Chiesa austriaca, del calo costante e inarrestabile dei fedeli, dei casi problematici in alcune diocesi e, naturalmente, della successione di Schönborn a Vienna. Prevost, come sappiamo, parla molte lingue, oltre all’inglese, ma esclusivamente lingue neolatine. Sa leggere anche il tedesco, ma non lo parla. È così probabile che la conversazione alla cena nel palazzo arcivescovile sia avvenuta in italiano, una lingua che entrambi conoscono bene e che nella Chiesa è quasi una lingua franca, ormai più del latino, almeno tra i membri dello “stato maggiore”, che quasi tutti hanno trascorso anni di studio a Roma.
Da allora sono passati circa sei mesi e non si sa se in questo tempo il cardinale Prevost abbia risolto il problema della successione di Schönborn. La sua elezione a Papa potrebbe accelerare il processo di nomina del successore, ma, con tutti gli impegni e le preoccupazioni che ha un Papa, potrebbe addirittura rallentarlo e rimandare alle Calende la nomina del nuovo vescovo per la capitale austriaca.
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