L’Orf è l’emittente radiotelevisiva pubblica austriaca. Se la dovessimo paragonare a un bastimento, potremmo affermare che naviga in acque burrascose. Non rischia la fine del Titanic, ma l’equipaggio e i passeggeri a bordo non vivono certamente ore tranquille.
Sono passati tre mesi esatti da quando venne cacciato il suo direttore generale, Roland Weissmann, accusato da una dipendente dell’azienda di molestie sessuali. E ora la stessa sorte sta per colpire Pius Strobl, manager di vertice dell’Orf, sospeso dal servizio in attesa di fare chiarezza sulle accuse che gli sono state mosse.
Strobl non è sospettato di molestie sessuali. Non è tipo da allungare le mani dove non dovrebbe. L’accusa è di violazione della compliance aziendale: pur essendo alle dipendenze dell’Orf, avrebbe svolto lavori per conto terzi. Il condizionale è d’obbligo, perché sui motivi della sospensione i vertici dell’Orf mantengono un assoluto riserbo e anche Strobl non ha voluto dare spiegazioni alla stampa, dichiarandosi vincolato a un obbligo di riservatezza dal suo contratto.
Un secondo lavoro? Che sarà mai? Sono tanti i dipendenti sia pubblici che privati che, al di fuori dell’orario di lavoro, ne fanno altro per arrotondare lo stipendio. Il caso di Pius Strobl è tuttavia particolare. Era stato assunto in Orf dall’ex direttore generale Alexander Wrabetz (predecessore di Weissmann) come responsabile della comunicazione, per poi passare ad altri non ben definiti incarichi, tra cui quello di responsabile dell’organizzazione dell’edizione 2015 dell’European Song Contest, tenutosi anche quella volta a Vienna, dopo il trionfo nel 2014 di Conchita Wurst.
Per questi suoi compiti Strobl aveva percepito fino al 2025 uno stipendio di 469.000 euro lordi all’anno. Più dello stipendio dello stesso direttore generale che lo aveva assunto. Persino più dell’indennità di carica del capo dello Stato, che è di 367.000 euro. Insomma un reddito sufficiente per tirare avanti. Non per Pius Strobl, che invece da mesi si è messo in malattia, fornendo nel frattempo prestazioni ad altri clienti, tramite una sua agenzia di consulenza.
Ai dipendenti dell’Orf – giornalisti, tecnici, amministrativi – non è vietato svolgere un secondo lavoro. Devono però comunicarlo all’azienda. Strobl avrebbe taciuto, almeno in parte, questa sua seconda attività. Del caso si sta occupando un’apposita commissione interna all’Orf e anche la Procura di Stato. Non sappiamo che piega prenderà la vicenda, ma certamente suona male che un manager dell’Orf svolga un secondo lavoro, mentre è assente per malattia e mentre continua a percepire uno stipendio che è di 100.000 euro superiore a quello del presidente della Repubblica.
[Foto APA/Hans Punz]
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