Sabato 7 Novembre 2026

Il Tribunale di Vienna ha condannato a 4 anni e un mese di reclusione l’ex agente dei servizi di intelligence austriaci Egisto Ott, 64 anni, al termine di un processo durato quattro mesi, che ha richiesto 13 udienze. L’accusa era di abuso di ufficio e spionaggio a favore della Russia. Alla vicenda avevamo dedicato una decina di articoli (quello in occasione dell’inizio del processo è del 22 gennaio).

Egisto Ott, ex ispettore capo dell’ormai disciolto Ufficio federale per la protezione della Costituzione e la lotta al terrorismo (Bundesamt für Verfassungsschutz und Terrorismusbekämpfung), era accusato di aver ripetutamente richiesto dati personali per conto del Servizio di sicurezza federale russo (Fsb), senza autorizzazione. In pratica, i servizi di Mosca si servivano dell’agente austriaco per scoprire dove avessero trovato rifugio in Occidente dissidenti politici, giornalisti scomodi, persone non gradite al regime. Che cosa se ne facessero di quelle informazioni si può soltanto immaginare.

Si presume inoltre che diversi cellulari di servizio appartenenti ad alti funzionari del Ministero dell’Interno siano stati passati da Ott all’Fsb tramite Jan Marsalek, già dirigente di Wirecard, che dopo il fallimento della società (un disavanzo di quasi 2 miliardi), aveva trovato rifugio in Russia. Qui si era messo a disposizione dei servizi di spionaggio, che gli avevano procurato una nuova identità, quella di prete ortodosso. Ott era accusato, inoltre, di aver consegnato un computer portatile contenente informazioni di intelligence sensibili provenienti da uno Stato membro dell’Ue a rappresentanti dei servizi segreti russi.

Prima della sentenza agli imputati, in Austria, è consentito di rilasciare una dichiarazione. Ott non si è avvalso di questa facoltà, ritenendo di non dover aggiungere nulla alle dichiarazioni della sua difensora, l’avv. Anna Mair, che ha chiesto l’assoluzione per il suo assistito, sostenendone la completa innocenza.

L’accusa, invece, ha ribadito la richiesta di condanna dell’imputato, definendolo un uomo che aveva perso la retta via a causa di frustrazioni professionali e difficoltà economiche. Il suo stile di vita non era sostenibile con il suo stipendio, hanno sostenuto i pubblici ministeri, per questo Ott aveva iniziato a svolgere incarichi per conto della Russia.

All’imputato non è stata concessa la sospensione condizionale della pena, che perciò dovrà essere scontata in carcere. La sentenza, tuttavia, non è definitiva, per cui Ott attualmente è a piede libero e probabilmente ha fatto ritorno nella sua residenza a Peternion, comune della Carinzia non lontano da Villaco. L’ex agente, che ha una madre friulana, parla perfettamente l’italiano, che è stata la sua prima lingua (da ragazzo era vissuto nel nostro Paese). Dopo aver iniziato la carriera in Polizia, negli anni ’90 era passato ai servizi segreti, lavorando per molti anni come ufficiale di collegamento con i servizi italiani e quelli turchi.

NELLA FOTO (AFP Joe Klamar), l’ex agente dei servizi segreti austriaci Egisto Ott, sul banco degli imputati del Tribunale di Vienna, in attesa della lettura della sentenza.

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