Domenica 11 Ottobre 2026

La Russia non minaccia nessuno, a dire di qualcuno, ma continua a comportarsi come se volesse farlo. Qui non ci riferiamo ai droni e ai Mig che hanno violato lo spazio aereo di Paesi della Nato e neppure all’esercito di troll che stanno occupando i nostri social media, per diffondere il “verbo” di Mosca. Ci riferiamo al secondo caso di spionaggio russo ai danni della piccola Austria. Piccola, ma evidentemente interessante per la Federalnaja Služba Bezopasnosti (FSB), l’agenzia di sicurezza interna che ha sostituito il KGB.

Il primo caso, ancora aperto, riguarda l’ex agente del servizio antiterrorismo (a quel tempo si chiamava BVT, Bundesamt für Verfassungsschutz und Terrorismusbekämpfung, divenuto poi DSN, Direktion für Staatsschutz und Nachrichtendienst), Egisto Ott. L’ex funzionario dell’intelligence austriaca, di madre friulana, rischia 5 anni di carcere.

Ora è la volta di un dirigente dell’OMV, il colosso petrolchimico austriaco, un tempo dello Stato e ora partecipato dallo Stato. Dopo mesi in indagini, intercettazioni e pedinamenti, la DSN ha raccolto elementi sufficienti per indagarlo per spionaggio a favore della Russia. Avrebbe avuto regolari contatti con un diplomatico dell’ambasciata russa a Vienna, considerato dai servizi di intelligence occidentali agente dell’FSB.

In particolare, il dirigente infedele dell’OMV avrebbe procurato ai russi informazioni di prima mano su un’operazione in corso di fusione di due società petrolchimiche, Borealis e Borouge. Attualmente sono controllate dalla ADNOC (Abu Dhabi National Oil Company), che a sua volta è azionista di OMV. L’accordo per la fusione dovrebbe essere perfezionato nel 2026. A questo scopo il dirigente dell’OMV era stato inviato più volte in missione negli Emirati Arabi Uniti. Al rientro dai viaggi ne avrebbe sempre riferito al diplomatico russo. Documenti che lo attesterebbero sono stati trovati durante una perquisizione nella sua abitazione.

La vicenda riguarda l’assetto societario della holding che si occupa in Austria di energia (gas e petrolio), un settore strategico, che ha evidentemente implicazioni politiche. Per questo il Ministero degli Esteri, non appena avuta notizia delle indagini della DSN, ha convocato l’incaricato di affari russo, chiedendo che al diplomatico che aveva tenuto i rapporti con il dirigente-spia austriaco sia revocata l’immunità. Sembra improbabile che ciò accada, ma in tal caso sarà dichiarato “persona non grata” e gli sarà imposto di lasciare il territorio austriaco.

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