Venerdì 14 Giugno 2024

Dici “delocalizzazione” e pensi subito all’Est Europa o alla Cina, Paesi insomma dove la manodopera costa niente e il carico fiscale è insignificante. E invece non sempre è così. C’è chi delocalizza anche in Austria, dove è ben vero che l’imposta sugli utili delle società è più bassa che in Italia (attualmente al 25%) e dove l’Irap non esiste, ma il sistema economico è del tutto simile al nostro (per contratti di lavoro, costo della manodopera, norme sulla sicurezza e sullo smaltimento rifiuti ecc.). In tutto simile, ma con una differenza: è un sistema che funziona bene e funziona in tempi rapidi (soprattutto in tempi burocratici rapidi). È questa probabilmente la ragione per cui anche la Thi Srl di Roma ha scelto la Carinzia per aprirvi un centro di ricerca e produzione. L’annuncio è stato dato ieri, nel corso di un incontro del consulente tecnico dell’azienda Giorgio Rosati con il governatore del Land Gerhard Dörfler.

La sigla Thi sta per “Total healthcare innovation”. Si tratta di un’azienda di tecnica medica che produce viti, placche e chiodi e altri strumenti chirurgici impiegati in ortopedia e in seguito a infortuni con traumi e fratture subiti dai pazienti. Il nuovo stabilimento avrà sede nel parco tecnologico di Klagenfurt, dove sarà svolta attività di ricerca, sviluppo e produzione. All’avvio saranno impiegati 5 tecnici, che nell’arco di due anni diventeranno 15. L’investimento previsto si aggira sui 3 milioni di euro.

09.12.02 Klagenfurt; Giorgio Rosati (azienda THI) e Gerhard DörflerGiorgio Rosati ha illustrato a Dörfler i programmi della società, di cui è amministratore delegato l’ing. Vagliviello. Dörfler si è dichiarato ovviamente compiaciuto. In tempo di crisi ogni nuova azienda è la benvenuta, anche se, come nel caso della Thi, non crea molti posti di lavoro. Si tratta però di un settore in espansione  e, come ha annotato Dörfler, non soggetto a crisi. Il governatore ha colto l’occasione per parlare anche dei buoni contatti economici che la Carinzia ha con il Friuli Venezia Giulia e con il Veneto.

La vicinanza all’Italia, del resto, è stato uno degli elementi che hanno indotto la Thi a scegliere la Carinzia. L’insediamento in questo Land era stato proposto alla società italiana da un consulente aziendale, che aveva segnalato i vantaggi offerti sul piano fiscale, finanziario e della logistica. Ma molto ha pesato anche la vicinanza all’Italia. Insomma, delocalizzare, ma senza perdere il contatto con il Paese di provenienza.

Un altro incentivo a stabilirsi in Carinzia sono stati i servizi di assistenza offerti gratuitamente, in ogni fase dell’operazione, dall’Entwicklung Agentur Kärnten (Eak), l’agenzia del Land che promuove gli insediamenti industriali nel territorio regionale.

Nella foto, l’amministratore della Thi Giorgio Rosati con il governatore della Carinzia Gerhard Dörfler.

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