Martedì 23 Aprile 2024

Molti viennesi sostengono che Trieste ha molte cose in comune con la capitale austriaca, nel paesaggio urbano, nella tipologia edilizia, nella gastronomia. Con la sola differenza che Trieste ha anche il mare, che a Vienna invece manca. Ora c’è un elemento in più che accomuna le due città: il progetto di una telecabina. A Trieste si tratta del collegamento a fune con il Monte Grisa; a Vienna, di un collegamento, anch’esso a fune, con il Kahlenberg, la collina che domina a nord la metropoli. La principale differenza tra le due iniziative di trasporto è che quella di Trieste è sponsorizzata dalla giunta comunale, mentre a Vienna la proposta viene da privati e trova il Comune contrario.

Kahlenberg è un nome entrato nella storia dell’Austria. Da quelle alture, nel settembre del 1683, il re di Polonia Giovanni Sobieski lanciò le truppe cristiane alleate sotto il suo comando, per disperdere l’armata turca, che da mesi assediava Vienna. Era stato il frate cappuccino Marco d’Aviano, in qualità di legato pontificio, a tessere quell’alleanza che pose definitivamente fine alla penetrazione ottomana in Europa. E fu lo stesso Marco d’Aviano a benedire gli eserciti cristiani prima della battaglia. Senza di lui oggi la storia d’Europa, non solo dell’Austria, sarebbe diversa e ben per questo il religioso è considerato “il salvatore di Vienna” ed è sepolto nella cripta dei cappuccini, accanto alle salme di tutti gli imperatori d’Austria, unico non appartenente al casato degli Asburgo.

Sul Kahlenberg oggi si sale con difficoltà, se non si dispone di un’auto, perché i mezzi di trasporto pubblico ci sono, ma sono rari. La telecabina, sostengono i promotori del progetto, renderebbe molto più accessibile l’altura ai viennesi e soprattutto a turisti e consentirebbe di raggiungere un luogo che – a parte i riferimenti storici – offre un panorama strepitoso sulla città.

Della telecabina del Kahlenberg si sentiva parlare da una dozzina d’anni, ma un progetto concreto è stato presentato soltanto lo scorso anno: stazione di partenza ad Heiligenstadt (nel luogo dove convergono una linea metropolitana, una della ferrovia urbana e cinque linee di autobus), stazioni intermedie a Jedlsee e a Strebersdorf (oltre il Danubio), infine la stazione a monte del Kahlenberg. Lunghezza complessiva 5,6 chilometri, con 23 pilastri di appoggio e 115 cabine, in grado di trasportare fino a 1.800 persone all’ora.

Il costo dell’opera è stimato in 70 milioni di euro, interamente a carico dei privati. L’operazione è rimasta bloccata per oltre un anno, per l’opposizione del Comune e per le contestazioni mosse da un comitato di cittadini, che va sotto il nome di “Schützt Wienervald – Stopp Seilbahn auf den Kahlenberg” (il nome richiama il Wienerwald, il bosco viennese reso famoso dai valzer di Strauss, ai cui limiti si trova il Kahlenberg). La questione principale riguardava la necessità o meno di una Valutazione di impatto ambientale.

I dubbi in proposito sono stati risolti in questi giorni, se così si può dire, perché il Ministero per l’Ambiente ha tagliato la testa al toro, richiedendo la Via. Ovviamente soddisfatti i contrari al progetto. Ma curiosamente si sono dichiarati soddisfatti anche i promotori, convinti che la Via sarà loro favorevole. I tempi resteranno comunque lunghi, perché un apposito ufficio del Comune avrà 6 mesi di tempo non per esprimere una valutazione ambientale, ma per decidere se quella valutazione sia o meno necessaria.

Nel frattempo qualcosa al Comune sta cambiando. Uno dei partiti di giunta, la Neos (partito liberale di centro), sembrerebbe favorevole al progetto e, anzi, avrebbe in mente anche un’altra telecabina di collegamento orizzontale tra quartieri periferici di Vienna. Rimangono, invece, le forti perplessità dei socialdemocratici, che compongono la giunta assieme ai Neos.

NELLA FOTO, il rendering dell’ultimo tronco della telecabina, quello che termina il percorso sul Kahlenberg, da cui si vede tutta Vienna e il Danubio.

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