C’è anche una pronipote dell’ultimo imperatore d’Austria, tra le figure che Papa Leone XIV ha voluto nel rinnovato Consiglio per l’economia del Vaticano, organo con compiti di vigilanza sulla gestione economica della Chiesa e sulle attività amministrative e finanziarie dei suoi dicasteri. Si tratta di Gisela del Liechtenstein (nella foto), 36 anni, diventata Gisela Bergmann, dopo il matrimonio con Viktor Bergmann avvenuto 6 anni fa.
Ne hanno parlato ieri molti giornali e siti web italiani, tra cui il Corriere della Sera, sottolineando soprattutto i suoi legami nobiliari con i principi del Liechtenstein (il padre Michael von und zu Liechtenstein appartiene a un ramo cadetto del piccolo regno, essendo cugino di secondo grado dell’attuale regnante, Hans Adam II). In Austria, invece, si è preferito porre l’accento sulla sua discendenza diretta da Carlo I, ultimo imperatore d’Austria, deceduto in esilio a Madeira, e di Zita di Borbone-Parma.
Ma la nuova nomina in Vaticano ha poco a che fare con i suoi rapporti dinastici. Hanno contato invece le sue competenze professionali. Nata in Austria a Feldkirch, nel Vorarlberg, il 26 giugno 1990 (una nascita “all’estero” forse solo perché l’ospedale all’avanguardia della cittadina austriaca offriva condizioni migliori di quello del Liechtenstein), Gisela si è laureata in ingegneria ambientale al Politecnico di Zurigo. Successivamente ha lavorato nell’investment banking e nell’ingegneria in Canada, Svizzera e Singapore, per poi proseguire la sua esperienza nel settore bancario alle dipendenze della società Hartmann & Partners. Attualmente è amministratrice delegata e managing director dell’Industrie und Finanzkontor Etablissement, società di gestione patrimoniale con sede a Vaduz, creata dal padre Michael.
A questo incarico aggiunge ora quello di membro del Consiglio per l’economia del Vaticano, in cui è stata chiamata a far parte tra i membri laici, assieme a un’altra donna (l’italiana Elena Wettstein Principato, 49 anni, di Roma), nel programma di rinnovamento dell’istituzione voluto dal Papa. Accanto alle due donne sono stati nominati quattro cardinali: l’italiano Roberto Repole, arcivescovo di Torino, il polacco Grzegorz Ryś, arcivescovo di Cracovia, il serbo Ladislav Nemet, arcivescovo di Belgrado, e mons. Jean-Paul Vesco, arcivescovo di Algeri.
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