Mercoledì 22 Maggio 2024

21.03.16 Maria Paulke-Korinek in Zib 2Mezza Europa ha interrotto le vaccinazioni con AstraZeneca, dopo alcuni decessi sospetti seguiti alla somministrazione del siero. Erano stati causati dal vaccino quei decessi o sarebbero sopravvenuti lo stesso, anche senza vaccino? In altre parole, esiste un nesso di causalità tra vaccinazione e dipartita o soltanto un nesso temporale?

Se una persona, dopo aver ricevuto la sua dose di AstraZeneca, finisce sotto un autobus, è chiaro che con il vaccino non sussiste alcuna correlazione causale. Ma se muore di trombosi? Il dubbio è legittimo e proprio per questa ragione l’istituto “Paul Ehrlich” di Langen, in Assia, ha suggerito al governo tedesco di sospendere le vaccinazioni in attesa di accertamenti.

Il “Paul Ehrlich Institut” è l’autorità sanitaria tedesca che si occupa di vaccini e biofarmaci. Il suo parere è affidabile e il governo di Berlino ne ha seguito il suggerimento, sospendendo le vaccinazioni di AstraZeneca. A cascata hanno fatto lo stesso subito dopo altri Paesi. Nell’arco di un paio di ore si sono accodati l’Italia, la Francia, la Spagna, il Portogallo, la Slovenia e molti altri. Lo stop ha avuto effetto immediato: in molti centri di vaccinazione c’erano persone in coda, in attesa del loro turno, che sono state rimandate a casa.

Nell’elenco dei Paesi temporaneamente “no vax” non figura però l’Austria. E pensare che proprio in Austria una settimana fa si era registrato il primo decesso per trombosi di una infermiera di 45 anni, che dieci giorni prima aveva ricevuto il vaccino! In seguito a quell’episodio la somministrazione di AstraZeneca era stata sospesa. Ma già dopo solo 8 ore le vaccinazioni erano riprese, perché dall’esame autoptico non erano emersi elementi che ricollegassero con certezza quell’episodio trombotico al vaccino. Purtroppo – era stato osservato – muoiono di trombosi anche persone non vaccinate.

Sette giorni dopo l’Austria è rimasta ferma sulla sua decisione. Ovviamente anche qui la scelta della Germania e degli altri Paesi europei è stata presa in seria considerazione, ma nella tarda serata di lunedì l’”Impfgremium”, ovvero l’organo sanitario che si occupa delle vaccinazioni, ha deciso di proseguire, almeno per ora, con le somministrazioni. In altre parole, mentre in Italia, Germania e negli altri Paesi si attende una parola definitiva dell’Ema per poter riprendere le vaccinazioni con AstraZeneca, in Austria si va avanti come prima, salvo fermarsi, qualora l’Ema dovesse sentenziare che AstraZeneca non è un vaccino sicuro.

Le ragioni della strada diversa scelta dall’Austria sono state spiegate nel telegiornale dell’Orf di tarda sera da Maria Paulke-Korinek, direttrice della sezione vaccinazioni del Ministero della Salute. “Il compito del comitato nazionale per i vaccini – ha dichiarato – è di prendere decisioni in base a chiare informazioni scientifiche” e grazie a queste informazioni “noi sappiamo che allo stato attuale questo vaccino (di AstraZeneca, nda) presenta un rapporto positivo tra vantaggi e rischi”. Per cui la sua somministrazione può proseguire secondo i piani prestabiliti.

“Naturalmente – ha proseguito Paulke-Korinek – noi possiamo valutare solo le informazioni di cui disponiamo in Austria”. E per questo è importante conoscere le valutazioni che saranno fatte domani dall’Ema, che invece potrà valutare tutti i casi sospetti segnalati anche negli altri Paesi europei. Per questa ragione “non avrebbe alcun senso per noi prendere una decisione in base a casi che non conosciamo”, mentre al momento “i dati di cui disponiamo ci dicono che se impieghiamo questo vaccino possiamo evitare i contagi, le presenze nelle terapie intensive, i danni permanenti subiti da alcuni contagiati e i decessi dovuti al virus”.

Ieri sono morte di Covid in Austria altre 33 persone, più delle persone morte in tutta Europa, Regno Unito compreso, dopo 17 milioni di vaccinazioni con AstraZeneca. Nel Regno Unito dove ormai è vaccinato il 40% della popolazione, la curva dei decessi è scesa dai 1200 di inizio gennaio, avvio delle vaccinazioni, ai 52 di ieri.

 

NELLA FOTO, la direttrice della sezione vaccinazioni del Ministero della Salute, Maria Paulke-Korinek, durante l’intervista nel telegiornale di tarda sera dell’Orf.

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