Domenica 14 Giugno 2026

Se si scava nel sottosuolo di Roma, è quasi inevitabile imbattersi in reperti di epoca romana. I rinvenimenti archeologici sono l’incubo delle imprese di costruzione della capitale, costrette a continue sospensioni dei lavori in attesa dei nulla osta della Soprintendenza. Il caso più recente: durante gli scavi per la nuova fermata Colosseo, della linea C della metropolitana di Roma, sono state scoperte case dei romani risalenti al secondo e primo secolo avanti Cristo perfettamente conservate. Nessuna sorpresa.

Sorprende, invece, che resti romani siano venuti alla luce anche durante i lavori di costruzione della Koralmbahn, il nuovo tracciato ferroviario diretto tra Klagenfurt e Graz inaugurato il 12 dicembre. Ci troviamo nel Noricum, provincia dell’impero romano (ma i primi insediamenti sono di epoca repubblicana) posta a difesa del “limes danubiano”. Siamo lontani da Roma e la presenza militare e civile dell’epoca è piuttosto rarefatta.

Gli scavi sono stati fatti in mezzo al nulla, per superare rilievi montuosi dispersi in quel nulla. E pur tuttavia anche in quel nulla i romani di duemila anni fa – edificatori compulsivi di strade, ville, bagni termali, acquedotti, sepolcreti – hanno lasciato il loro segno. Rimasti celati per secoli sotto terra, sono improvvisamente tornati alla luce quando gli escavatori hanno incominciato il lavoro per la posa dei 130 chilometri di binari della nuova linea ferroviaria.

Il “bottino archeologico” è impressionante: 1.300 oggetti e oltre 7.000 manufatti soltanto sul versante carinziano del tracciato ferroviario. Tra gli oggetti, armi, utensili, monili, strumenti in rame. Ovviamente anche tante tombe, una di epoca celtica (quindi prima dell’arrivo dei romani) e altre 62 risalenti al 250-150 avanti Cristo. I rinvenimenti variano a seconda della zona. Nelle vicinanze del Klopeinersee sono venuti alla luce i resti di una villa romana del 300 dopo Cristo, probabilmente distrutta da un incendio. A Kühnsdorf è stata trovata una tomba collocata lungo una via romana.

In attesa di decidere la destinazione del prezioso materiale ritrovato, gli oggetti sono esposti in una mostra al Kärnten Museum di Klagenfurt, che potrà essere visitata fino al 5 aprile (apertura tutti i giorni, escluso lunedì, con orario 10-17; giovedì fino alle 19; domenica 11-16). In parallelo con la mostra è stato dato alle stampe un libro che illustra gli oggetti riscoperti. È intitolato “Archeologia della Koralmbahn” e può essere acquistato per 18 euro.

NELLA FOTO, la locandina della mostra “Archeologia della Koralmbahn” al Kärnten Museum di Klagenfurt.

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