L’edizione 2026 dell’European Song Contest si terrà a Vienna dal 12 al 16 maggio. Che toccasse all’Austria ospitare il festival europeo della canzone era noto fin dalla conclusione della precedente edizione: il regolamento, infatti, affida questo compito al Paese di appartenenza del vincitore. Quest’anno l’evento si era svolto a Basilea, in maggio, e la palma della vittoria era andata all’austriaco Johannes Pietsch, in arte “JJ”.
Restava da stabilire ancora la città che avrebbe accolto i cantanti dell’Europa. Inizialmente sembrava che le candidature dovessero essere molte. L’Esc è un eccezionale fattore di promozione turistica, seguito da decine di milioni di telespettatori. Ma comporta anche costi e problemi organizzativi non di poco conto. Alla fine la scelta si era ristretta tra Innsbruck e Vienna, che già aveva ospitato due precedenti edizioni del festival nel 1967 e nel 2015.
La decisione è stata presa ieri ed è caduta sulla città capitale. È sembrata la candidatura migliore, perché dispone già delle strutture richieste (tra cui la Stadthalle, location della manifestazione 10 anni fa), consentendo così di ridurre i costi che l’Orf (emittente radiotelevisiva pubblica) dovrà sostenere per riprendere l’evento. L’impegno finanziario è stimato in 22,6 milioni di euro (ma chi se ne intende parla di 36 milioni). Lo sforzo finanziario viene giustificato con il fatto che le serate da Vienna saranno seguite da un pubblico stimato di 170 milioni di persone.
La Stadthalle aveva dimostrato già nel 2015 di avere i requisiti per ospitare l’Esc. La struttura, costruita nel 1958, ha una superficie di 29.000 metri quadrati e il padiglione più grande è in grado di ospitare 16.000 persone. Considerando le dimensioni del palcoscenico e degli spazi riservati agli artisti, i posti per il pubblico si ridurranno a 11.000.
Tra gli elementi a favore della scelta di Vienna erano stati indicati l’esperienza nell’organizzazione di grandi eventi, la disponibilità di 82.000 posti letto in 433 hotel e, soprattutto, le facilitazioni di viaggio in auto, treno e aereo (ci sono voli diretti da 195 città). Molti, tuttavia, si chiedono se la capitale austriaca abbia davvero bisogno di richiamare altri ospiti oltre a quelli che già la visitano. Lo scorso erano stati accolti 18,9 milioni di turisti, un record assoluto, che aveva superato i numeri precedenti al Covid. Se ne vogliono altri?
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