Giovedì 21 Maggio 2026

Ktm, l’azienda austriaca produttrice di moto, una tra le più grandi al mondo, eviterà il fallimento. Per il salvataggio servivano 600 milioni entro il 23 maggio e proprio nella notte tra ieri e oggi (chissà perché queste notizie arrivano spesso nel cuor della notte?) è stata data notizia che i soldi necessari ci saranno. La “comunicazione specifica” è stata diffusa da Pierer Mobility Ag, società a cui fanno capo Ktm Ag, Ktm Components GmbH e Ktm Forschungs- & Entwicklung GmbH, le tre società che avevano dichiarato lo stato di insolvenza. La pagina web dell’Orf l’ha rilanciata alle 5.21 del mattino, mentre tutti dormivano.

La “buona novella” arriva dopo un alternarsi di segnali di allarme e di speranza. Ktm attualmente è sottoposta a una procedura di risanamento in autogestione. Viene amministrata, cioè, dal suo stesso management, ma sotto la supervisione di un curatore nominato dal Tribunale, in base a un piano di risanamento approvato dall’assemblea dei creditori. Questo prevede, in particolare, che ai creditori sia restituito il 30% di quanto ad essi dovuto.

Per rispettare questa clausola era necessario che al curatore, Peter Vogl, giungessero i 600 milioni annunciati entro il 23 maggio, in modo che potessero essere distribuiti per quota ai circa 1.200 creditori. Il passivo ammonta complessivamente a 2,2 miliardi, per cui i creditori ci rimetteranno il 70%, ma se si fosse andati al fallimento il risarcimento sarebbe stato molto inferiore, sotto il 15%. L’annuncio arrivato nel corso della notte, quindi, è stata accolto con soddisfazione da tutti.

La notizia è positiva sotto molti punti di vista. In primo luogo perché, se si è trovato un investitore disposto a sborsare 600 milioni, significa che questi crede nel risanamento e nel futuro di Ktm. In secondo luogo, perché il salvataggio di Ktm restituisce un futuro agli oltre 3.000 lavoratori dell’azienda di Mattighofen (Alta Austria) e a tutto il settore dell’indotto, non solo nel Land in cui ha sede l’azienda, ma in mezza Europa (alcune componenti delle moto vengono prodotte in Italia).

Il rifinanziamento dovrebbe essere giunto dall’investitore indiano Bajaj, già presente nel capitale di Pierer Mobility Ag. L’iniezione di denaro fresco modificherà i rapporti azionari all’interno della holding austriaca. Attualmente Ktm Ag appartiene al 100% a Pierer Mobility Ag, che a sua volta è controllata per il 74,18% da Pierer Bajaj Ag. La ragione sociale di Pierer Bajaj Ag accoppia i nomi dell’investitore austriaco e di quello indiano: il 50,1% del capitale, infatti, fa capo alla Pierer Industrie Ag di Stefan Pierer; il restante 49,9%, alla Bajaj Auto International Holding, con sede in Olanda. Questi rapporti si invertiranno. Ktm non sarà più dell’industriale austriaco Stefan Pierer, ma dei nuovi proprietari indiani.

 

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