Martedì 19 Maggio 2026

Il Parlamento austriaco ha approvato la “Teilzeitpension”, ovvero una pensione a tempo parziale. Ne può usufruire chiunque abbia maturato le condizioni per il pensionamento, sia che si tratti di pensione di vecchiaia (65 anni), sia che si tratti di pensione anticipata, come quella prevista, per esempio, per i lavori usuranti. Chi si trovi in queste condizioni può richiedere la “Teilzeitpension” e, se il datore di lavoro è d’accordo, può ottenerla.

Le ragioni del provvedimento sono intuibili. L’età pensionabile in Austria sta salendo, perché altrimenti il sistema non si reggerebbe, considerando il calo delle nascite e l’aumento della speranza di vita. Già attualmente un terzo del bilancio dello Stato serve a coprire il disavanzo del fondo pensionistico. Con la “pensione a tempo parziale” si tenta di far quadrare il cerchio: indurre i lavoratori a rinviare il momento del ritiro in pensione, tuttavia consentendo loro di avere più tempo libero a disposizione.

Con la riforma, che entrerà in vigore il 1. gennaio prossimo, i lavoratori che non possono o non vogliono più lavorare 5 giorni alla settimana, potranno scegliere una via di mezzo tra il lavoro ridotto, per esempio, a tre giorni e il trattamento pensionistico per gli altri due. Il reddito sarà in parte di lavoro e in parte di pensione. La precondizione è che il datore di lavoro accetti una riduzione del lavoro di almeno il 25 per cento. In questo modo il rapporto di lavoro non verrà interrotto e, limitatamente a quei giorni in cui continuerà a essere svolto, verranno versati i contributi previdenziali, che contribuiranno ad aumentare l’ammontare della futura pensione definitiva.

Il provvedimento mira a ridurre i costi del sistema pensionistico, che, come si è detto, pesano per un terzo sulla fiscalità generale e concorrono a dissestare le casse dello Stato. Pur essendo uno dei Paesi più ricchi del mondo, il deficit del bilancio dello Stato austriaco è tra i più alti dell’Eurogruppo e continua a salire (nel primo trimestre di quest’anno a 412,6 miliardi). Le speranze di un naturale cambio di rotta, grazie a un rilancio dell’economia, sono pari a zero, specie dopo i dazi minacciati dall’inquilino pro tempore della Casa Bianca.

Intervistato da Armin Wolf nel telegiornale delle 22, “Zeit im Bild 2”, il ministro delle finanze Markus Marterbauer (Spö) ha manifestato una serafica fiducia nelle possibilità di risanamento dei conti. Ma, evidentemente, i nodi verranno al pettine alla ripresa dell’attività politica dopo la pausa estiva. In settembre non potranno essere evitate misure da lacrime e sangue. La “Teilzeitpension” è soltanto un tentativo per evitare che le lacrime e il sangue da versare siano maggiori.

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