Martedì 19 Maggio 2026

Domanda: quanti italiani conoscono l’Inno d’Italia e quanti saprebbero cantarlo dall’inizio alla fine? La stessa domanda la si potrebbe rivolgere agli austriaci: quanti di essi conoscono il loro inno e saprebbero cantarlo dall’inizio alla fine? Molti ne conoscono la prima strofa e neppure per intero: “Land der Berge, Land am Strome…”, “terra di montagne, terra lungo i fiumi…”. Quasi nessuno sa poi come va a finire.

Non lo sa neppure un immigrato ucraino che aveva chiesto e infine ottenuto un anno fa la cittadinanza austriaca. Il conferimento dell’importante titolo giuridico, che avrebbe fatto di lui un cittadino austriaco a tutti gli effetti, gli è stata revocata seduta stante nella stessa cerimonia in cui gli era stata appena conferita, proprio perché non aveva saputo o voluto cantare con gli altri neo-cittadini l’inno dello Stato austriaco.

Il conferimento della cittadinanza è un atto individuale, che presuppone 10 anni di residenza in Austria e altri determinati requisiti, ma non viene eseguito individualmente. La stessa legge prevede che l’atto avvenga in “una cornice festosa”, di norma in forma collettiva. Insomma, è una festa solenne che di solito si svolge nelle sale di rappresentanza del palazzo del governo del Land a cui appartengono i neo-cittadini.

Quella a cui era stato invitato l’immigrato ucraino si era svolta un anno fa nella sede della Direzione mandamentale di Baden, in Bassa Austria, non nel palazzo del governo, che si trova a St. Pölten. In Carinzia analoghe cerimonie si svolgono sempre nel palazzo del governo regionale, a Klagenfurt. Ma la Bassa Austria è molto più grande e ha molti più abitanti, per cui queste cerimonie vengono distribuite a livello mandamentale, perché altrimenti ci sarebbe troppa ressa.

È qui, dunque, nella sede di Baden, che si è verificato l’”incidente”. Non sappiamo quanti fossero quel giorno i neo-cittadini. La legge prevede che il conferimento del titolo avvenga alla presenza delle bandiere della Repubblica austriaca, del Land di appartenenza (in questo caso della Bassa Austria) e dell’Unione Europea. Poi tutti cantano insieme “Land der Berge”, che è un inno in un certo qual modo struggente, malinconico, del tutto privo della marzialità e dell’enfasi, per dire, di “Fratelli d’Italia” o della “Marsigliese”. Ha il tempo in tre quarti, come il valzer, e quindi non si presta affatto a essere eseguito mentre si marcia. Nelle cerimonie militari la banda dell’Esercito lo esegue prima o dopo la parata, mai durante, perché i soldati perderebbero il passo.

L’ucraino che aveva atteso 10 anni per diventare austriaco non ha voluto cantare l’inno della sua nuova nazione. Avrebbe potuto limitarsi a muovere le labbra e a fingere di cantare, ma non lo ha fatto. Tanto è bastato perché il governo del Land, una coalizione di Övp ed Fpö, gli revocasse la cittadinanza appena concessa. L’uomo ha presentato ricorso al Tribunale amministrativo, che sabato si è pronunciato, confermando la revoca deliberata dalla giunta regionale.

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