Mercoledì 15 Luglio 2026

Novità nel sistema penale austriaco, che si libererà di alcuni fardelli del passato, per adeguarsi meglio agli standard europei. Stiamo parlando dell’introduzione di una Procura di Stato federale, che svolgerà il ruolo che fino ad oggi aveva svolto il cosiddetto “Weisungsrat”, nell’impartire direttive alle Procure di Stato subalterne.

La materia è complicata, in particolare per noi italiani, perché nel nostro ordinamento giuridico un’istituzione del genere non esiste. Il “Weisungsrat” in Austria è un organo consultivo del Ministero della Giustizia ed esercita le sue funzioni quando i casi penali sono di rilevante interesse pubblico o riguardano persone “importanti”. Quando sotto inchiesta è l’ex ministro Karl-Heinz Grasser o l’ex cancelliere Sebastian Kurz o quando le indagini riguardano società di grande rilievo economico e politico, come fu per Hypo Bank Alpe Adria, le Procure che indagano devono inviare rapporti provvisori al “Weisungsrat”, che li esamina e poi ne riferisce al ministro, cui spetta decidere se le indagini debbano proseguire o essere archiviate.

È evidente che questo organo di supervisione agisce non solo in base a criteri strettamente giuridici, ma anche a valutazioni di tipo politico. Una volta, almeno era così. Da molti anni ormai il “Weisungsrat” fa ciò che si fa in tutti gli Stati di diritto: restituisce gli atti alla Procura che li ha inviati, ordinando di procedere. Resta soltanto una inutile perdita di tempo.

Un caso noto anche in Italia fu quello dell’ex cancelliere Kurz, accusato di aver dichiarato il falso nella Commissione d’inchiesta parlamentare che indagava sullo scandalo di Ibiza. Per poter procedere, la Procura dovette inviare un rapporto provvisorio all’organo giudiziario superiore, che lo visionò e poi lo trasmise al Ministero della Giustizia. Qui fu esaminato dal “Weisungsrat”, che trasmise le sue conclusioni alla ministra del tempo, Alma Zadic. Non sappiamo quale fosse stato il parere del “Weisungsrat”, ma sappiamo però che la ministra restituì il fascicolo alla Procura, dando via libera all’azione penale. Kurz, così, poté essere indagato, ma nel frattempo trascorsero due anni.

La novità introdotta dal governo Stocker, tuttavia, non ha per obiettivo principale quello di accorciare i tempi, quanto di allontanare il sospetto che le decisioni del “Weisungsrat” e del ministro di turno possano favorire politici e personaggi potenti “amici”. Il problema non si era posto nel caso di Kurz, perché la ministra era un’esponente dei Verdi. Ma se il ministro fosse stato dell’Övp, lo stesso Partito popolare dell’ex cancelliere, qualche problema si sarebbe posto.

Che cosa cambia con la riforma? Sostanzialmente tutto, perché le decisioni se si debba procedere o meno nei confronti di nomi illustri non saranno in capo a un ministro, ovvero di un rappresentante del potere esecutivo, ma in capo allo stesso potere giudiziario, che costituirà un apposito collegio formato da tre persone, con lunga esperienza nel campo giudiziario penale. I tre resteranno in carica per 6 anni e saranno nominati da una apposita commissione istituita dal Parlamento. Il loro operato sarà sottoposto al controllo dello stesso Parlamento, con modalità che sono ancora da stabilire.

I cardini della riforma sono stati approvati dal governo, ma devono ancora essere tradotti in un disegno di legge, che sarà presentato al Parlamento prevedibilmente in autunno. Per l’approvazione serve una maggioranza di due terzi.

__________________________

AUSTRIA VICINA è anche su Facebook. Clicca “mi piace” alla pagina

https://www.facebook.com/austriavicina