Martedì 19 Maggio 2026

Gli immigrati richiedenti asilo in Austria d’ora in poi riceveranno il cosiddetto “Taschengeld” non più in denaro contante, ma caricato su una apposita carta (la “Bezahlkarte”), simile alle carte di credito. Lo aveva annunciato fin dallo scorso anno il ministro degli Interni, Gerhard Karner, per evitare abusi. In particolare, per evitare che il denaro ricevuto fosse utilizzato per acquistare alcolici, giochi a premio (tipo “gratta e vinci”) o per essere spedito nei Paesi di provenienza. Con la “Bezahlkarte” potranno essere acquistati soltanto generi alimentari, bevande non alcoliche e farmaci.

È una misura inutilmente restrittiva nei confronti dei richiedenti asilo, che serve più che altro al ministro Karner e al suo partito, l’Övp, per far vedere ai propri elettori che nei confronti degli immigrati si vuol fare la faccia feroce. Il “Taschengeld”, infatti, ammonta a 40 euro al mese e dovrebbe servire al beneficiario per quelle piccole spese quotidiane, come il biglietto dell’autobus o il caffè al bar. È l’equivalente della “paghetta” che i genitori riservano ai figli. Difficile immaginare che di quei 40 euro mensili ne resti una parte da rispedire a casa. Difficile, ma non impossibile per ministri dotati di grande immaginazione.

Va da sé che l’immigrato richiedente asilo non vive soltanto con quei 40 euro. Lo Stato provvede al suo alloggio e a tre pasti giornalieri in appositi centri di accoglienza. O lo sostiene in altro modo, se decide di organizzarsi in modo autonomo: 6,5 euro al giorno se si cucina da sé, 165 euro al mese se alloggia per proprio conto. Questi importi variano, inoltre, distinguendo tra chi vive solo e chi vive con altri familiari, con alcune differenze tra Land e Land.

La “Bezahlkarte” entrerà in funzione con gradualità. Entro la metà del mese in soli tre Länder: il Salisburghese, l’Alta Austria e la Stiria. Sarà poi estesa a tutti gli altri Länder, alcuni dei quali avevano già adottato per proprio conto un sistema di pagamento con carta analogo. Oltre ai 40 euro mensili, sulla carta saranno caricati anche gli eventuali introiti derivanti da lavori socialmente utili svolti dall’immigrato, in attesa che sia concluso l’esame del suo stato di richiedente asilo.

 

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