Che i conti del Land Carinzia fossero in difficoltà lo avevamo già scritto in maggio, quando era in discussione il bilancio di previsione 2025. Sapevamo già allora che per la prima volta l’indebitamento aveva superato i 4 miliardi. Ma quanto la situazione sia drammatica, per non dire tragica, lo abbiamo appreso ieri dalla relazione della Corte dei conti: un documento che in 413 pagine spiega come la Carinzia stia scivolando da un anno all’altro verso il precipizio, senza che nessuno tenti di fermarne la corsa.
La relazione parte dal dato più importante: un indebitamento di 4,04 miliardi, superiore di 217,68 milioni a quello del 2023. Ci sono correttivi in vista? Il bilancio di quest’anno consente di sperare in un futuro migliore? La risposta della Corte dei conti è negativa: nessun cambiamento di tendenza in vista, anzi, proprio il contrario. Quest’anno l’indebitamento salirà del 10% a 4,46 miliardi; nel 2026 sarà di quasi 5 miliardi; nel 2028, di 5,8 miliardi.
Una delle principali voci di spesa è la sanità, che è gestita da una holding ospedaliera autonoma, ma i cui buchi di bilancio devono essere coperti dal Land. Se nel 2022 l’intervento di risanamento ammontava a 286 milioni, nel 2024 è salito di 364 milioni, con un incremento dovuto all’aumento del costo del personale.
È un problema generalizzato in Austria (come anche in Italia): medici e personale sanitario chiedono di essere pagati di più, altrimenti se ne vanno nel privato o all’estero. La Corte dei conti non muove rilievi, infatti, all’adeguamento dei compensi, ma alla dispersione dei costi. La Carinzia ha la popolazione della provincia di Udine, ma conta ben 11 ospedali (anche se alcune di queste strutture erogano servizi limitati), con troppi dipartimenti. Occorre unificare ed evitare doppioni a pochi chilometri di distanza l’uno dall’altro.
Un’altra voragine di spesa sono i Comuni: la Carinzia ne conta 132. Da questo punto di vista assomiglia alla provincia di Udine. Secondo la Corte dei conti molte strutture amministrative andrebbero accorpate a livello mandamentale, anche senza bisogno di accorpare i Comuni. Questa sarebbe una delle riforme strutturali urgenti per evitare il precipizio. Che invece è ormai all’orizzonte.
Per far comprendere la gravità della situazione, la Corte dei conti esamina il bilancio anche sotto un altro punto di vista. Si chiede che cosa rimanga al Land, per spese di investimento, dopo avere pagato tutte le spese correnti e le rate del debito. La risposta è zero. Anzi, meno di zero. Perché per poter fare quei pagamenti si deve ricorrere a nuovo debito.
Insomma, nuovi debiti per pagare i debiti vecchi. Ma la situazione ora è peggiorata. Se i vecchi debiti erano a un tasso dell’1,7%, quelli dello scorso anno erano stati contratti al 2,7%, un punto percentuale in più. La corte ha calcolato che da qui al 2029 il Land dovrà pagare 703,5 milioni solo di interessi. Su ogni cittadino carinziano, dagli ultracentenari a quelli appena nati, grava sulle spalle un debito di oltre 7.000 euro, il più alto di tutta l’Austria.
Ovviamente di tutto questo c’è una responsabilità politica, di cui devono farsi carico i partiti attualmente al governo: l’Spö (Partito socialdemocratico) e l’Övp (Partito popolare). Si ha l’impressione che entrambi abbiano nascosto la testa sotto la sabbia per non vedere e non abbiano tentato alcunché per invertire la rotta. Non lo ha fatto, in particolare, il governatore Peter Kaiser, forse perché sta per cedere il testimone a qualche collega del suo partito e ritirarsi in pensione. Ma l’uscire di scena in tempo, prima del naufragio, non lo assolverà dalle sue responsabilità.
__________________________
AUSTRIA VICINA è anche su Facebook. Clicca “mi piace” alla pagina
https://www.facebook.com/austriavicina