Mercoledì 22 Maggio 2024

20.07.06 Doppio femminicidio Drobollach-Wernberg (6.6.2020)Duplice femminicidio seguito da suicidio in Carinzia. Accadde il 6 giugno scorso, proprio oggi un mese fa. Un uomo di 63 anni si alza di buon mattino e con un corpo contundente, probabilmente un’ascia, spacca la testa alla moglie, più giovane di un anno. L’assassinio avviene nell’abitazione dei due, a Wernberg, non lontano di Villaco. Subito dopo il “vedovo” sale in macchina e si trasferisce a Drobollach, vicino al lago di Faak, dove vive l’amante. In attesa che la donna esca di casa per recarsi al lavoro, l’uomo si intrattiene in un bar e ordina una birra. Quando la vede arrivare, le punta una pistola contro e spara, uccidendola all’istante. Non lo trattiene dal gesto il fatto che la sua amante, o ex amante, tenga per mano la nipotina di 5 anni, che assiste a quell’orrore e probabilmente se lo ricorderà per tutta la vita.

La tragedia suscitò clamore e sgomento in Carinzia, ma ebbe eco anche in Italia, perché il sessantatreenne, dopo il secondo omicidio, risalì sulla sua macchina ed ebbe la geniale idea di venire in Italia (lo si poteva fare da soli tre giorni, dopo mesi di chiusura del confine). Parcheggiò l’auto a Tarvisio, dove pare venisse spesso e avesse molte conoscenze, e si tolse la vita. Di conseguenza da un mese sono al lavoro la polizia austriaca e quella italiana, la Procura di Klagenfurt e quella di Udine, i medici legali di Graz e quelli di Udine. Doppio lavoro per quello che potremmo definire un crimine transfrontaliero.

Lasciamo che inquirenti e magistrati facciano il loro lavoro, che ci fa venire in mente l’”azione parallela” dell’uomo senza qualità di Robert Musil. L’episodio, tuttavia, non può non richiamare l’attenzione su un fenomeno, che a questo punto sembra non conoscere confini: quello del femminicidio, ovvero l’uccisione di donne esclusivamente per motivi basati sul genere.

Conosciamo la drammatica situazione in Italia: 73 le vittime nel 2019, quest’anno già 34. E in Austria come va? L’anziano di Wernberg, che in una sola mattina elimina moglie e amante, rappresenta un’eccezione o rientra in un modello culturale di matrice patriarcale, che vede la donna subordinata all’uomo, fino all’annientamento morale, se non addirittura fisico?

I dati purtroppo dicono che la situazione in Austria non è migliore che in Italia e, quel che sorprende, è andata peggiorando negli ultimi anni. Nel 2014 le donne uccise dalla violenza del marito o dell’amante erano state in tutto 14. Il numero è cresciuto negli anni seguenti, arrivando a 41 vittime nel 2018 e a 31 nel 2019. Quest’anno, fino a un mese fa, le donne assassinate erano dieci.

Sono numeri impressionanti, ove si consideri che l’Austria ha meno abitanti della Lombardia e ha alle spalle una storia e una cultura che sembrerebbero escludere simili comportamenti. In realtà, non passa settimana che una donna non venga uccisa o ridotta in fin di vita dal partner o ex partner, come denuncia l’associazione Aöf (Autonome österreichische Frauenhäuser).

A questa tragica statistica gli immigrati contribuiscono in misura insignificante. Quasi tutti i delitti avvengono in case austriache, all’interno della famiglia o di legami sentimentali che si sono frantumati. Soprattutto il proposito di chiedere la separazione – osserva l’Aöf – costituisce per le donne una condizione di grave pericolo. I dossier dell’associazione rivelano che il femminicidio di rado capita all’improvviso, ma sopraggiunge alla fine di una spirale di violenze. In Austria una donna su cinque sopra i 15 anni è stata vittima una o più volte di violenze fisiche o sessuali.

__________________

Austria Vicina è anche su Facebook. Clicca “mi piace” alla pagina https://www.facebook.com/austriavicina.

 

Lascia un commento