Sabato 20 Aprile 2024

Fahnen am JosefsplatzAnche in Austria c’è chi vorrebbe uscire dall’Unione Europea. Secondo l’ultimo dei sondaggi svolti periodicamente dall’Eurobarometro, i favorevoli all’”exit” sarebbero addirittura il 21% della popolazione. Soltanto in Gran Bretagna e in Cechia la percentuale è superiore. L’Austria in questa classifica viene al terzo posto, assieme a Francia e Grecia. L’Italia è sesta, con il 19% dei cittadini che vorrebbero andarsene.

Questo non significa, tuttavia, che l’euroscetticismo austriaco sia in crescita, perché il rovescio della medaglia è un rafforzamento delle forze politiche favorevoli all’Europa. Il Partito popolare (Övp), da quando Sebastian Kurz ne ha preso le redini, è diventato il primo partito in Austria, con tendenza in crescita. E l’Övp era e resta ancor oggi un partito fortemente europeista, tanto da aver imposto questa linea anche all’Fpö, suo alleato di governo, tradizionalmente euroscettico. Convintamente europeista è anche l’Spö, il Partito socialdemocratico, al secondo posto per numero di consensi.

Ancor più europeisti, se così possiamo dire, sono i partiti minori, Verdi e Neos. La Neos (Neues Österreich, Nuova Austria), nata per ultima, ma già presente con un seggio nell’Europarlamento uscente, si era costituita proprio con il proposito di sostenere gli ideali europei, in una fase storica in cui incominciavano a prender piede i sovranismi.

Il sondaggio più recente sulle tendenze di voto per le elezioni europee, svolto una settimana fa dall’istituto Ogm, conferma il quadro appena delineato a livello nazionale. Stando a quella consultazione, se domenica scorsa gli austriaci fossero andati a votare per il Parlamento europeo, il 30,5% avrebbe scelto l’Övp, confermandolo al primo posto con una crescita di tre punti e mezzo rispetto al voto del 2014. Tre punti e mezzo in più anche per l’Spö, che avrebbe raggiungo così quota 27,5%. Stabile la Neos intorno al 7%. In calo drammatico, invece, i Verdi (al 7%, con una perdita di 7,5 punti).

Anche l’Fpö, unica forza sovranista in Austria (con saltuari rigurgiti neonazisti al suo interno), avrebbe segnato un progresso di quattro punti e mezzo, dal 20 al 24,5 per cento, ma non quanto avrebbero sperato i sovranisti del resto d’Europa, convocati due settimane fa a Milano da Salvini, in vista della costituzione di un unico gruppo nel futuro Europarlamento. Se quel gruppo alla fine si farà, non potrà contare su un significativo contributo dall’Austria, dove alla fine avranno la meglio i partiti favorevoli all’Europa.

Anche il sondaggio di Ogm, come tutti i sondaggi, fotografa la situazione nel momento in cui è stato svolto, che potrà modificarsi nelle tre settimane che mancano al voto vero nelle urne e dopo una campagna elettorale che ha appena avuto inizio. Ma tutti gli osservatori politici, qui, sono convinti che, se vi saranno cambiamenti, questi saranno in favore dell’Europa, non contro.

In proposito si fanno due considerazioni, suggerite dalle elezioni passate. Gli elettori della destra sovranista, proprio perché euroscettici, tendono a disertare il voto delle elezioni europee. È quindi probabile che l’Fpö prenda meno voti di quelli risultanti dal sondaggio. I Verdi, invece, tendenzialmente nelle urne ottengono più consensi, almeno quando si tratta di elezioni europee.

 

NELLA FOTO, le bandiere dell’Austria e dell’Unione Europea sui pennoni nella Josefplatz, di fronte alla Nationalbibliothek.

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