Martedì 23 Aprile 2024

La Bundeswettbewerbsbehörde (Bwb) è l’Autorità federale che dal 2002 vigila sulla concorrenza nel mercato austriaco, intervenendo e sanzionandone eventuali distorsioni. Opera all’interno del Ministero dell’Economia e del Lavoro, ma non è “weisungsgebunden”, ossia non è soggetta alle direttive del ministro di turno: l’Autorità è autonoma e può fare ciò che vuole, senza rendere conto a nessuno, se non al tribunale che poi dovrà giudicare sui casi individuati.

Negli ultimi sei anni la sua attenzione è stata rivolta soprattutto al settore dell’edilizia e delle costruzioni, dove i cartelli sono più frequenti: accordi tra le società sui prezzi, sugli appalti, sulla spartizione territoriale degli affari. Ne hanno già pagato le conseguenze alcuni colossi del ramo come Porr e Strabag. Stiamo parlando di aziende di dimensioni internazionali, la seconda è considerata al primo posto in Europa per volume di affari (tra le sue opere, i tunnel ferroviari della Koralm e del Semmering). Porr è stata sanzionata per 62 milioni, Strabag per 45.

Ora è la volta dell’azienda Swietelsky, condannata a una multa di 27,15 milioni per “violazione continuata delle norme sul divieto di cartello, in forma di accordi sui prezzi, suddivisione del mercato, scambio di informazioni con i concorrenti negli appalti pubblici e privati relativi all’edilizia del soprassuolo e del sottosuolo in ampie parti dell’Austria, per un periodo di tempo che va almeno dal luglio 2002 all’ottobre 2017”.

Lo spazio temporale si spiega facilmente. Prima del 2002 la Bwb non esisteva ancora e tutti potevano fare i loro comodi. Il 2017 è l’anno in cui l’Autorità anti-cartello ha colto in fallo la Swietelsky. Ma i tempi per raccogliere la documentazione ed inchiodare l’azienda davanti al “Kartellgericht” (il Tribunale speciale in materia di concorrenza) sono stati lunghi. Va detto che la Swietelsky, persa ogni speranza di cavarsela, ha collaborato con gli inquirenti e ciò le è valsa una riduzione della sanzione pecuniaria, che altrimenti sarebbe stata più pesante.

Nel cartello era coinvolta anche l’azienda carinziana Kostmann GmbH, che opera nella costruzione e asfaltatura di strade, i cui committenti ovviamente sono sempre pubblici. La Kostmann, però, fin dall’inizio ha assunto il ruolo che noi chiamiamo di “collaboratrice di giustizia”. La cooperazione fornita alla Bwb è stata determinante, tanto che la sanzione nei suoi confronti è stata azzerata.

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