Si può conoscere una città, una regione attraverso le sue opere d’arte, le sue architetture, le sue bellezze naturali. Raramente si tenta un approccio partendo dalla sua storia produttiva e commerciale. La mostra che offre in questi giorni il Nordico Stadtmuseum di Linz costituisce un’eccezione in questo senso. Si intitola “Made in Linz: un polo per il commercio, l’industria e l’artigianato” ed è dedicata proprio alla storia economica della città, mettendo in risalto la diversità dei suoi prodotti, dalle attività artigianali tradizionali alle aziende di successo internazionale. Non soltanto le grandi fabbriche ereditate dal nazismo – le Göringwerke diventate nel dopoguerra Voestalpine – ma anche tante aziende medie e piccole, che hanno fatto la storia di questa città.
Curata da Andrea Bina e Michaela Nagl, la mostra si concentra su oltre 115 prodotti di Linz, da articoli storici a oggetti contemporanei. Attraverso fotografie, modelli, interviste e numerosi altri oggetti, si svela un variegato mondo di merci: oggetti che molti abitanti di Linz conoscono dalla vita quotidiana, che raccontano storie di imprese e posti di lavoro e che creano un quadro vivido dello sviluppo economico della città.
Tra questi, prodotti di uso quotidiano ben noti come la Niemetz Schwedenbombe (una sorta di dolcetto di marshmallow ricoperto di cioccolato) o la limonata Keli, così come prodotti di aziende attive a livello internazionale, come Rosenbauer o Silhouette. L’attenzione non è rivolta solo ai prodotti in sé, ma anche alle persone che stanno dietro alle aziende: fondatori pionieristici, imprese familiari che si tramandano di generazione in generazione e aziende che sono diventate importanti datori di lavoro in città.
“La storia di Linz è indissolubilmente legata ai suoi prodotti e alle sue imprese”, afferma Andrea Bina, direttrice del Nordico Stadtmuseum. “Esaminando lo sviluppo economico della città, diventa subito chiaro: tutto è interconnesso – produzione, commercio, sviluppo urbano e i nostri comportamenti di consumo quotidiani. Con ‘Made in Linz’ vogliamo sensibilizzare sul fatto che ogni decisione di acquisto è in definitiva anche una decisione su dove e in quali condizioni i prodotti vengono fabbricati.”
Un viaggio tra commercio, artigianato e industria
La mostra accompagna i visitatori attraverso diverse sale tematiche, che abbracciano l’intero spettro dell’economia di Linz: dal commercio e dall’artigianato alla produzione industriale e alle forme di consumo contemporanee. Svela come cambiano non solo i prodotti e i metodi di produzione, ma anche il modo in cui facciamo acquisti e il ruolo che noi stessi svolgiamo in questo processo.
La prima sala trasporta i visitatori nel mondo del commercio storico, un’epoca in cui lo shopping era ancora legato al servizio personale. Il suo cuore pulsante è un negozio di merci coloniali originale e ben conservato del 1913, un tempo gestito da Anna Reindl in Ottensheimerstrasse, a Urfahr (sobborgo sulla sponda sinistra del Danubio). Ora parte del Museo dei mercanti di Haslach, ricrea l’atmosfera di un negozio tradizionale: le merci venivano pesate e confezionate; il caffè veniva prelevato dai sacchi e consegnato al bancone.
Dal negozio tradizionale all’era dello shopping
La seconda sala è dedicata alla trasformazione dello shopping nel XX secolo. Nel 1950 venne aperto a Vienna, in Reichsstraße, il primo negozio Konsum, una sorta di supermercato alimentare controllato dal Partito socialdemocratico. Inevitabilmente il self-service arrivò subito dopo a Linz. Era un concetto che cambiò radicalmente l’esperienza di acquisto. Al posto della consulenza personalizzata, informazioni, confezioni e pubblicità divennero protagonisti. Fotografie, oggetti e interviste provenienti dal settore della vendita al dettaglio raccontano la storia di questa trasformazione della cultura del consumo, dai primi grandi magazzini ai moderni centri commerciali.
A Linz sono rimasti solo tre calzolai dei 340 che ce n’erano negli anni ‘30
La terza sala è dedicata all’artigianato, un tempo pilastro dell’economia cittadina. Fotografie, interviste e una parete con dati esplicativi ripercorrono la trasformazione dei mestieri tradizionali. Mentre negli anni ’30 a Linz lavoravano oltre 340 calzolai, oggi ne rimangono solo tre. Allo stesso tempo, sta crescendo nuovamente l’interesse per la qualità artigianale, la riparazione anziché lo scarto e i prodotti realizzati individualmente, come dimostrano, ad esempio, le iniziative e le reti di riparazione.
La quarta sala esamina la produzione industriale e la sua importanza per la città. Modelli di importanti stabilimenti di Linz, tra cui la fabbrica di tabacco, la fabbrica Franck e la storica fabbrica di tessuti di lana, insieme a fotografie di grande formato, offrono un quadro dello sviluppo industriale. Una fotografia dello stabilimento Voestalpine di notte evidenzia la duratura influenza dell’industria siderurgica, mentre esempi contemporanei illustrano la crescente digitalizzazione e interconnessione della produzione industriale. Interviste con rappresentanti di aziende di Linz completano questa prospettiva sui siti produttivi.
Infine, la quinta sala presenta l’intera gamma di prodotti “made in Linz”. Su una struttura espositiva progettata dagli architetti Any:Time, che ricorda un nastro trasportatore, sono presentati numerosi prodotti di aziende di Linz: da oggetti storici, come una carrozzina della ditta Jakl o sedie da pub della fabbrica di sedie Lirzer, a prodotti di uso quotidiano, come le caramelle gommose Haribo, i bocconcini Riemenschneider o una bottiglia di birra di Linz, fino a innovazioni tecnologiche come il telefono cellulare per anziani di Emporia o una wallbox di Keba.
La selezione spazia da dolciumi e pasticcini come le Schwedenbomben già menzionate o la Linzer Torte di Jindrak, a beni di consumo, come lievito in polvere e senape di Ed. Haas, e dispositivi tecnici come una macchina da scrivere Triumph-Adler o batterie dell’azienda di Linz Banner. Sono presenti anche oggetti di moda e artigianato, come ad esempio un manicotto o una cravatta di pelliccia di una pellicciaia di Linz o un cappello della fabbrica di uniformi di Linz. Accanto a questi, sono esposti oggetti come una statuetta di cammello dell’azienda Schantl, un distributore di caramelle Pez, l’aragosta di Gablonz, la famosa libellula del sindaco e numerosi salvadanai delle banche di Linz. Una carta da parati, che occupa un’intera sala e che presenta diversi prodotti, amplia questa visione del variegato mondo dei beni della città e riunisce numerosi altri esempi provenienti dal commercio, dall’industria e dall’artigianato.
La mostra si conclude con una sala dedicata al commercio online e all’evoluzione dei comportamenti dei consumatori. Una proiezione che simula lo scorrimento tra negozi digitali pone la questione di come facciamo acquisti oggi e quale ruolo continuano a svolgere le attività commerciali locali in un mondo del commercio globalizzato. Lo spazio invita a riflettere sul proprio comportamento di consumatore e sull’impatto delle decisioni individuali sulle imprese, sull’occupazione e sulla diversità economica di una città.
[Contributo del Nordico Stadtmuseum]
NELLA FOTO di Norbert Artner, il lavoro artigianale di un tempo (in bianco e nero) e sullo sfondo una visione notturna degli stabilimenti siderurgici della Voestalpine.
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