Sabato 20 Aprile 2024

L’uso della carta di credito o di altri strumenti elettronici di pagamento è considerato da molti una comodità. Soprattutto chi viaggia conosce i vantaggi di non dover portare con sé cospicue somme di denaro, che potrebbe perdere per strada o che gli potrebbero essere rubate. Se poi viaggia anche all’estero, il “denaro di plastica” gli evita il disagio e i costi del cambio di valuta.

Ma, ovviamente, non tutti la pensano così. Non la pensa così una buona parte della popolazione austriaca, che preferisce le banconote e le monetine alle carte di credito e ai bancomat. Mentre ormai in gran parte delle economie occidentali si pagano con il bancomat anche le consumazioni al bar, gli austriaci continuano a preferire quello che chiamano il “Bargeld”, il denaro contante. Pagare in contanti (“bar zahlen”) dà loro un senso di sicurezza.

Un po’ come era capitato a noi giornalisti, quando negli anni ’80 avevamo incominciato a sostituire le macchine per scrivere con i primi computer. Sicuramente più pratici ed efficienti i secondi (potevamo correggere i testi con facilità, potevamo conservarli, potevamo duplicarli e farli avere ad altri colleghi della redazione), ma l’articolo battuto a macchina su un foglio di carta ci dava più sicurezza. Avevamo qualcosa in mano, da toccare, da mettere nel cassetto o in una cartella, mentre l’articolo scritto al computer finiva chissà dove, forse in un floppy-disc o in una qualche memoria remota. Perfino un maestro del giornalismo italiano, come Indro Montanelli, aveva preferito fino all’ultimo la sua Lettera 22.

Negli ultimi anni in Italia e in molti Paesi europei si è deciso di porre un limite ai pagamenti in contanti, per rendere più difficile l’evasione fiscale o il riciclaggio di denaro di provenienza illecita. Nell’ambito dell’Ue è in discussione la proposta di un tetto di 10.000 euro. Il solo parlarne ha suscitato inquietudine in Austria, dove l’Fpö, il partito dell’estrema destra populista, si è fatto immediatamente paladino del denaro contante.

Non c’è da stupirsi. Ovunque i partiti populisti amano combattere battaglie di retroguardia, perché ciò che a loro interessa non è il futuro del Paese, ma il consenso degli elettori. La novità di oggi è che all’Fpö si è aggiunto il cancelliere Karl Nehammer, del Partito popolare (Övp), che a sua volta è sceso in campo in difesa del contante, con una proposta sorprendente: inserire l’obbligo dei pagamenti in banconote e monete nella Costituzione.

Ora sappiamo tutti che la Costituzione è la legge fondamentale dello Stato, che fissa i principi generali dell’ordinamento giuridico e i meccanismi di funzionamento dei suoi organi istituzionali. Lo dovrebbe sapere anche Nehammmer, se non altro perché è austriaco Hans Kelsen, uno dei più importanti giuristi e filosofi del diritto del Novecento, autore della Costituzione austriaca del 1920, che, con alcuni aggiustamenti, è in vigore anche oggi.

La Costituzione non dovrebbe disciplinare aspetti particolari della vita sociale. Certo, con la maggioranza prevista di due terzi del Parlamento, si può introdurre nella Costituzione anche l’orario di apertura delle farmacie. Ma in genere è opportuno che queste materie siano regolate con leggi ordinarie o con regolamenti degli ordini professionali.

Anche l’obbligo dell’uso del contante non sembra materia di livello costituzionale e la sola ragione per cui Nehammer la voglia considerare tale è probabilmente di natura elettorale, per consentire al suo partito, in costante perdita di consensi, di mettersi in gara con la destra populista.

Nehammer ha lanciato il sasso, ma se ne riparlerà soltanto in autunno, alla ripresa dell’attività parlamentare. Nel frattempo anche gli altri partiti e soprattutto le categorie economiche avranno modo di dire la loro. Perché, se l’uso del contante è stabilito per legge – anzi, dalla “madre” di tutte le leggi – alla libertà concessa ai cittadini di farne uso a piacimento corrisponde l’obbligo delle controparti di accettarlo. All’agenzia che vende appartamenti potrebbe presentarsi un acquirente con una valigia piena di banconote. Lo stesso potrebbe accadere a un concessionario d’auto.

Sono casi limite? Certo, ma anche la tutela del contante affidato alla Costituzione costituisce un caso limite.

NELLA FOTO, la banconota da 5 euro pubblicata dal quotidiano “Der Standard”, con sovrapposta l’immagine del cancelliere Karl Nehammer. Accanto alla sua testa, sotto la bandiera dell’Ue, si intravede la firma di Mario Draghi.

__________________________

Austria vicina è anche su Facebook. Clicca “mi piace” alla pagina https://www.facebook.com/austriavicina.