Sabato 6 Dicembre 2025

La Cina è vicina (copyright Marco Bellocchio), ma l’India lo è ancora di più. Almeno in Austria è così. Fu una holding finanziaria indiana, al tempo del fallimento di Hypo Bank Alpe Adria, ad acquistare in blocco la rete di filiali austriache della banca, scongiurando la loro chiusura (come avvenne, invece, per gran parte di quelle italiane). E ora è una holding dell’industria automobilistica indiana a salvare dalla bancarotta l’austriaca Ktm, leader mondiale nel settore motociclistico. Stiamo parlando della Bajaj Auto International Holding con sede in Olanda, ma di proprietà della Bajaj Auto Ltd, azienda indiana con sede a Pune, secondo produttore mondiale di scooter e quarto di motoveicoli.

Bajaj era già presente nel capitale di Ktm, come azionista di minoranza. Quando la società austriaca si trovò con l’acqua alla gola e dovette chiedere al Tribunale una procedura di risanamento in autogestione, il socio Bajaj le venne in soccorso, procurandole i 600 milioni di cui aveva bisogno per risarcire almeno in parte gli oltre 1.200 creditori. Ma con quel conferimento Bajaj divenne socio di maggioranza della società e ne assunse il controllo.

In dettaglio la situazione è la seguente. La Ktm era e resta una società “una e trina”: c’è la Ktm Ag che produce le moto, c’è poi la Ktm Components GmbH, che produce accessori per le moto, e infine c’è la Ktm Forschungs           – & Entwicklung GmbH, che si occupa di ricerca e sviluppo. Tre Ktm, tutte in stato di insolvenza, fanno capo al 100 per cento a Pierer Mobility Ag, società che prende il nome dal suo fondatore Stefan Pierer. Pierer Mobility Ag a sua volta è controllata per il 74,18% da Pierer Bajaj Ag. Qui vediamo comparire per la prima volta il nome dell’investitore indiano.

Fino alla vigilia della crisi il 50,1% di Pierer Bajaj Ag faceva capo alle Pierer Industrie Ag di Stefan Pierer, il restante 49,9% alla Bajaj Auto International con sede in Olanda, di cui si è detto sopra. Il rapporto tra le due società si è invertito quando la holding indiana ha conferito nel capitale i suoi 600 milioni. Da allora l’amministrazione di Pierer Bajai Ag e delle società controllate è completamente in mani indiane.

La novità di questi giorni riguarda la ragione sociale della controllata Pierer Mobility Ag. Nell’assemblea straordinaria di domani, infatti, ne sarà deliberata la modifica: d’ora in avanti si chiamerà Bajaj Mobility Ag. Non è soltanto una questione di nome, ma la fine di un’era e l’inizio di un’era nuova. Stefan Pierer, creatore di Ktm come l’avevamo conosciuta fino a ieri in Europa e nel mondo, protagonista nelle competizioni di MotoGp, esce di scena. Ed escono di scena anche i membri del suo consiglio di amministrazione, che saranno sostituiti da nomi nuovi, scelti dal nuovo proprietario.

Una situazione del genere l’avevamo già conosciuta nel 2013, con l’acquisto di Hypo Bank Austria da parte di Anadi Financial Holdings Pte. Ltd., della famiglia indiana Kanoria. L’ex controllata di Hypo Bank Alpe Adria cambiò non solo proprietario, ma anche nome. Divenne Austrian Anadi Bank, introducendo nella ragione sociale la parola “anadi”, che nella lingua hindi significa “eterno”, “senza fine”. Fu questa la spiegazione che ne diede il rappresentante della famiglia indiana, Sanjeev Kanoria, che si occupa di finanza, ma la cui attività professionale principale è quella di medico chirurgo, specializzato in trapianti di fegato.

Hypo Bank e Ktm, due storie parallele, che dovrebbero farci rizzare le orecchie e farci capire come il mondo stia cambiando e con esso il ruolo di nuove potenze economiche, quali l’India. Di fronte ai nuovi equilibri la piccola Austria può ben poco, ma possono ben poco anche Paesi di dimensioni maggiori come l’Italia o la Germania.

NELLA FOTO, la sede di Ktm a Mattighofen, in Alta Austria.

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