Lunedì 8 Dicembre 2025

Avevamo appena osservato che “la Cina è vicina” all’Austria, ma che l’India lo è ancora di più. Una considerazione dovuta al passaggio dell’austriaca Ktm in mani indiane, dopo che anche la rete austriaca di Hypo Bank Alpe Adria era diventata “indiana” dal punto di vista della proprietà. A 24 ore di distanza dobbiamo rivedere il nostro giudizio: tra Cina e India c’è una bella gara in corso per stabilire chi sia più vicina. Ma, indipendentemente da chi vincerà quella gara, è un dato di fatto che entrambi i Paesi si stanno avvicinando a passo veloce all’Austria e, in generale, all’Europa. Cina e India sono gigantesche economie in crescita esponenziale con cui stiamo già facendo i conti.

Oggi parliamo di Cina, perché la Westbahn ha deciso di acquistare quattro treni chiavi in mano dal colosso cinese Crrc. I lettori di questo blog conoscono già Westbahn: è una società ferroviaria privata, che opera con alcuni treni sulla linea Vienna-Salisburgo e che dal prossimo anno muoverà i suoi treni anche sulla ferrovia meridionale, tra Graz e Klagenfurt, facendo concorrenza all’operatore pubblico, le Öbb. Tanto per chiarire le idee, Westbahn sta a Öbb, come in Italia Italo sta a Trenitalia.

Sentiamo parlare per la prima volta, invece, di Crrc. La sigla sta China Railway Rolling Stock Corporation. È un colosso nella fabbricazione di treni in Cina, di proprietà dello Stato e massicciamente sovvenzionata dallo Stato. Operando in un Paese con un miliardo e mezzo di abitanti, beneficia di economie di scala, che le consentono di produrre a prezzi inferiori del 20-30 per cento rispetto a quelli europei e di avere un fatturato pari a quello di tutte le aziende d’Europa che costruiscono treni messe insieme.

La Crrc non ha ancora messo piede in Europa. Aveva mosso alcuni passi qualche tempo fa in Bulgaria e in Cechia, facendo però subito retromarcia. Questo perché nell’Unione Europea, per contrastare l’effetto dumping delle aziende cinesi, le commesse pubbliche superiori a 250 milioni (e di solito quelle delle aziende ferroviarie sono in tutto o in parte pubbliche) devono essere notificate a Bruxelles, che impiega poi mesi o anni per concedere l’autorizzazione.

Ma Westbahn, come abbiamo detto, è una società a capitale interamente privato. Riceve soldi dallo Stato soltanto per prendere a bordo passeggeri con Klimaticket (l’abbonamento unico per tutti i mezzi di trasporto pubblici e privati, di cui avevamo riferito il 2 ottobre 2021), che tuttavia non è una sovvenzione, ma un concorso nelle spese. Westbahn, quindi, può acquistare treni dove vuole, anche dalla Cina, senza dover chiedere il permesso all’Ue.

La sua scelta ha suscitato allarme in Austria e in Europa. Il timore è che, dopo Westbahn, altre società possano seguire la sua strada. A queste preoccupazioni ha risposto Hans Peter Haselsteiner, maggiore azionista di Westbahn. Prima di guardare alla Cina, la società si era rivolta ad aziende europee, come aveva fatto per i treni destinati nel 2026 alla ferrovia meridionale, acquistati da una fabbrica svizzera, ma i tempi di consegna sarebbero stati troppo lunghi. La Crrc, invece, era in grado di consegnarli in tempi record. Ma non è la sola ragione. Conta anche l’elevata qualità dei prodotti cinesi e l’innovazione tecnologica che ormai supera quella occidentale. E conta anche la flessibilità nell’adattare l’allestimento delle carrozze (saranno tutte a due piani) alle esigenze del committente.

Nell’occasione Haselsteiner si è tolto anche qualche sassolino dalla scarpa. Ha dichiarato che in Europa non esiste una concorrenza effettiva. Che poche grandi aziende dominano il mercato, determinano i prezzi e frenano le innovazioni. “Chi oggi vuole comprare treni – ha detto Haselsteiner – ha poche possibilità di scelta, deve attendere anni e pagare prezzi orrendi”. L’acquisto di quattro treni dalla Cina non cambierà di molto le cose, ma sarà un segnale che “solo la concorrenza abbrevia i tempi di consegna, favorisce lo sviluppo tecnologico e riduce i costi”.

NELLA FOTO, Hans Peter Haselsteiner (seduto), con i direttori della Westbahn Marco Ramsbacher e Thomas Posch in una carrozza della linea Vienna-Salisburgo.

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