Mercoledì 19 Agosto 2026

L’Austria ci ritenta, introducendo di nuovo il divieto del velo islamico nelle scuole. Lo aveva già fatto il governo di destra-estrema destra nel 2019, ma il provvedimento era stato poi bocciato dalla Corte costituzionale, perché discriminatorio nei confronti di una confessione religiosa: perché il velo islamico sì e, per esempio, la kippà ebraica no? Il divieto bis, approvato ieri a tarda sera, è rivolto alle alunne fino al 14. anno di età, vale a dire alle alunne della scuola dell’obbligo (4 anni di elementari e 4 anni di scuola media). Nelle scuole superiori saranno libere di scegliere se portare il velo o meno.

Non è ben chiaro perché questa volta il provvedimento dovrebbe resistere alla bocciatura della Corte costituzionale. Rispetto al precedente, si differenzia soltanto per le motivazioni che vengono date e per le misure collaterali contenute nello stesso disegno di legge. L’obiettivo – ha spiegato la ministra per l’integrazione Claudia Plakolm (Övp) – è il bene delle ragazze. Il divieto del velo “ha un valore simbolico, sta a significare che nella nostra società tutte le ragazze devono avere le stesse opportunità”. Il disegno di legge, accanto al divieto, dispone il finanziamento di progetti che mirino a sostenere l’autodeterminazione delle fanciulle e sensibilizzino i maschi, adulti e ragazzi, alla parità di sesso.

Basterà per convincere la Corte? Secondo alcuni costituzionalisti sussisterebbero molti dubbi. Va detto che comunque il divieto non entrerà subito in vigore. Come ogni disegno di legge, anche questo, prima della discussione in Parlamento, dovrà essere sottoposto alla cosiddetta “Begutachtung” (l’esame preliminare del provvedimento nelle commissioni parlamentari competenti e di altre istituzioni extraparlamentari, compresi i privati cittadini, che potranno dire la loro sul sito web del governo). Ci vorrà dunque del tempo prima che le alunne islamiche siano costrette a levarsi il velo.

Ovviamente sussiste il rischio che le famiglie più tradizionaliste rinuncino a mandare le loro figlie a scuola o che le mandino, ma pretendendo che continuino a portare il velo. La legge prevede in questo caso una gradualità di misure: la prima consiste in un colloquio della direzione scolastica con le ragazze renitenti, per convincerle a rinunciare al velo; la seconda, il coinvolgimento delle famiglie. Non dovesse raggiungersi alcuna soluzione, verrebbero applicate sanzioni amministrative, da un minimo di 150 a un massimo di 1.000 euro.

Sul piano politico è interessante notare che il divieto-bis è stato varato da un governo composto da Övp (Partito popolare), Neos (liberali di centro) e Spö (socialdemocratici). Nel 2019, quando governava sempre l’Övp, con il cancelliere Sebastian Kurz, in coalizione con l’Fpö (estrema destra sovranista), i socialdemocratici all’opposizione avevano votato no. Ora hanno cambiato idea, forse riscoprendo le loro origini, quando i padri del socialismo si battevano per l’emancipazione delle donne, emarginate e costrette a un abbigliamento fin troppo castigato, non imposto dall’islam, ma dalla cultura patriarcale presente nell’Austria (e nell’Europa) di un secolo fa.

__________________________

AUSTRIA VICINA è anche su Facebook. Clicca “mi piace” alla pagina

https://www.facebook.com/austriavicina