Lunedì 24 Giugno 2024

21.12.08 Ludwig, Mückstein, Nehammer, Platter, Eva SchernhammerDopo tre settimane di lockdown quasi totale, per vaccinati e non vaccinati, la situazione epidemiologica in Austria è sensibilmente migliorata, ma ancora non paragonabile a quella italiana. Il numero dei nuovi contagi è sensibilmente calato e l’incidenza settimanale per 100.000 abitanti è scesa a 482,8 (in Italia è 183,3), ma il numero dei pazienti in terapia intensiva resta drammaticamente alto: 630, oltre la soglia considerata a rischio di 600. Significa che alcuni pazienti Covid gravi non possono essere curati, perché per essi non c’è posto, e che molti interventi chirurgici per patologie “normali” devono essere rinviati a tempi migliori.

E purtuttavia, benché la situazione appaia ancora precaria, l’Austria ha deciso di por fine al lockdown alla scadenza prevista in origine: il 12 dicembre. Per Austria intendiamo il governo austriaco e i governatori dei nove Länder, che dopo la fine dell’era Kurz hanno ripreso a fare la voce grossa, pretendendo di andare ciascuno per la propria strada.

Governo e governatori hanno preso la loro decisione (o le loro decisioni, essendo più d’una) nella riunione annunciata per ieri. Il lockdown, dunque, cesserà nella notte tra sabato e domenica per i vaccinati (per i non vaccinati tutto resterà come prima). Negozi e ristoranti potranno riaprire, ma con qualche differenza da Land a Land.

In questa differenziazione la situazione epidemiologica c’entra poco. Il Vorarlberg e il Tirolo, per esempio, riapriranno tutti già lunedì, benché nei due Länder l’incidenza dei contagi sia tra le più alte. Ma qui evidentemente le esigenze dell’economia turistica contano più di quelle della salute pubblica e il caso Ischgl non ha insegnato nulla. Altrettanto farà il Burgenland, dove però, grazie all’alto tasso di vaccinazioni e il numero contenuto dei contagi, la situazione è nettamente migliore.

Anche Vienna e la Stiria presentano dati molto rassicuranti, ma i loro amministratori non vogliono correre rischi e rinvieranno le aperture di qualche giorno.

Queste le novità. In Stiria, Bassa Austria e Salisburghese negozi e servizi riapriranno lunedì, 13 dicembre, mentre il settore gastronomico dovrà attendere fino a venerdì 17. A Vienna ristoranti e bar riapriranno soltanto il 20. L’Alta Austria prolungherà il lockdown, ma il settore gastronomico riaprirà il 17 dicembre, come in Stiria.

Karl Nehammer, per la prima volta alle prese con il Covid-19 nella sua nuova veste di cancelliere, ha abbandonato i toni rassicuranti del suo predecessore Sebastian Kurz, preferendo dire le cose come stanno, ancorché sgradevoli. Ha anche annunciato che le nuove regole saranno rigorosamente controllate e le violazioni sanzionate. Ma ha aggiunto una minaccia in più: le aziende che non rispetteranno le regole (ovvero, non controlleranno che i loro clienti siano esclusivamente vaccinati o guariti) potranno essere chiamate a restituire i contributi ricevuti finora per le perdite subite a causa del Covid-19.

Qualche ulteriore dettaglio. Il lockdown prosegue per i non vaccinati, che potranno accedere soltanto a quei settori considerati di prima necessità (negozi alimentari, farmacie ecc.). La regola delle 3G resta valida sul posto di lavoro, dove sarà ancora tenuto conto del test antigenico o molecolare (che non si sa, però, se continuerà ad essere fornito gratuitamente).

In tutti i luoghi chiusi e sui mezzi pubblici di trasporto sarà obbligatoria la mascherina Ffp2. Lo stesso vale anche per il settore della gastronomia. Bar e ristoranti chiuderanno inderogabilmente alle 23: quindi niente ristoranti notturni, niente apre-ski, niente bar aperti fino alle ore piccole. Mercatini di Natale, palestre per fitness, impianti sportivi, negozi, luoghi della cultura e per il tempo libero potranno essere frequentati soltanto da vaccinati o guariti.

 

NELLA FOTO, la conferenza stampa seguita alla riunione in cui è stata decisa la fine del lockdown. Al centro del tavolo, il cancelliere Karl Nehammer; alla sua destra il sindaco di Vienna Michael Ludwig e il ministro della Salute Wolfgang Mückstein; alla sua sinistra, il governatore del Tirolo Günther Platter e l’epidemiologa Eva Schernhammer.

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