Per due giorni consecutivi aerei militari Usa di stanza in Germania hanno violato lo spazio aereo dell’Austria senza i necessari permessi di sorvolo. La prima intrusione è avvenuta domenica, intorno alle 14.10. La violazione si è ripetuta lunedì alle 12.30 circa. In entrambi i casi si sono levati in volo due Eurofighter dell’Esercito austriaco, che hanno intercettato i due velivoli americani, che avevano già raggiunto i Totes Gebirge, costringendoli ad allontanarsi.
Secondo il portavoce dell’Esercito austriaco, col. Michael Bauer, si è trattato di due PC-12 appartenenti all’aeronautica militare statunitense, velivoli usati normalmente per missioni di ricerca e ricognizione. Domenica la base britannica di Mildenhall aveva presentato richiesta all’Austria di far decollare i suoi Eurofighter per il sorvolo non autorizzato dello spazio romeno da parte di due PC-12 dell’Usaf. Ma alle 14.10, prima che l’intervento chiesto dal Regno Unito avesse inizio, era già scattato l’allarme per l’avvistamento di altri due PC-12, forse gli stessi, anche sopra l’Austria.
I caccia intercettori austriaci sono decollati alle 14.21, secondo quanto ha riferito Bauer su X. Si tratta di un’operazione di “scramble”, ben nota in ambito Nato. Lo “scramble” viene ordinato quando nello spazio aereo nazionale viene segnalata una traccia radar sconosciuta. Due caccia intercettori devono essere pronti al decollo entro 10 minuti, 24 ore su 24. L’Austria non fa parte della Nato, ma ha adottato gli stessi standard operativi, perché “del diman non v’è certezza”.
In Italia questo servizio di vigilanza viene svolto da aerei di stanza a Grosseto e Istrana (per il centro-nord) e a Gioia del Colle e Trapani (per il centro-sud). Negli aeroporti militari di queste località due Eurofighter sono sempre sulla pista di decollo, con i piloti pronti a salire a bordo e a dare inizio alla missione. Non sappiamo da dove siano decollati gli Eurofighter austriaci domenica e lunedì. Normalmente sono di stanza a Zeltweg (Stiria), ma talvolta alcuni velivoli vengono trasferiti altrove. Recentemente, per esempio, erano stati ridislocati a Klagenfurt (Carinzia).
L’Austria, come altri Paesi europei, aveva negato l’uso del suo spazio aereo per missioni di guerra in Iran. L’ambasciata statunitense a Vienna ha motivato l’incidente con “un errore burocratico nella richiesta di autorizzazione” e ha spiegato che “gli aerei erano in volo per partecipare a un’esercitazione programmata con i nostri partner in Romania”.
Non vi dovrebbero essere altre conseguenze sul piano diplomatico, anche se la giustificazione dell’ambasciata lascia il tempo che trova e, come dicono in Veneto, “xe pèso il tacòn del buso”. Con le tecnologie di cui dispone oggi l’aeronautica non si penetra nello spazio aereo di un altro Paese per errore e, se lo si fa per ben due volte, in due giorni diversi, senza preoccuparsi prima di averne l’autorizzazione, ciò è solo un segno di arroganza, di cui gli Usa hanno dato spesso prova. La tragedia del Cermis insegna.
NELLA FOTO, il post con cui il col. Michael Bauer, portavoce dell’Esercito, ha dato notizia dell’impiego di due Eurofighter (con “priorità A”) per identificare i due intrusi dell’Uasf.
__________________________
AUSTRIA VICINA è anche su Facebook. Clicca “mi piace” alla pagina
https://www.facebook.com/austriavicina