Siamo a una svolta epocale, come non accadeva dai tempi di Gutenberg. In quel “siamo” al plurale intendiamo riferirci a chi i giornali li scrive e a chi i giornali li legge. Fino a quando? Fino a quando, cioè, le notizie insisteranno per essere stampate e continueremo a sfogliare giornali presi all’edicola, con quel caratteristico profumo che l’inchiostro di stampa lascia sempre nelle dita? Il destino sembra ormai segnato e irreversibile. Le notizie dei giornali molti ormai le leggono sul telefonino. Questo stesso blog, del resto, è nato digitale, ma il suo autore, che per quarant’anni ha lavorato nel mondo della carta stampata, ha inevitabilmente nostalgia di quel mondo e rimpiange quell’emozione indescrivibile di attendere in rotativa l’uscita del giornale e di poter prendere in mano la prima copia.
La carta stampata affascina, sia che si tratti della carta di un giornale, che dopo poche ore finisce nella raccolta differenziata, sia che si tratti di carta più pregiata utilizzata perché sia portatrice di un’opera d’arte. Il museo dell’Albertina di Vienna, che quest’anno festeggia il 250. della sua fondazione, ne sa qualcosa. Assieme al Louvre e al British Museum, ospita una delle più grandi collezioni d’arte su carta al mondo: disegni, stampe e acquerelli. E in occasione dell’anno giubilare ha deciso di dedicare una grande mostra a questo suo ricco tesoro, che abbraccia 600 anni di storia dell’arte. Non a caso, la mostra si intitola “Il fascino della carta” e si concentra sulla collezione, che comprende oltre un milione di oggetti e mette in mostra grandi tesori d’arte e la sorprendente diversità della carta come materiale: dalle meridiane pieghevoli ai disegni e alle sculture, fino alle carte da gioco artistiche.
Con questa straordinaria esposizione nella sala Bastei, l’Albertina si dedica al medium che caratterizza la sua collezione come nessun altro. Fascination Paper si concentra per la prima volta sul materiale stesso e, con circa 140 opere, ne evidenzia le diverse applicazioni e manifestazioni artistiche. Le proprietà visive, tattili e strutturali della carta hanno sempre ispirato l’esplorazione artistica. Inventata in Cina circa 2000 anni fa, la carta non è solo un supporto di immagini bidimensionali per disegni e stampe, ma apre anche una vasta gamma di possibilità per la progettazione artistica, poiché può essere tagliata, strappata, goffrata, piegata, stratificata o dispiegata nello spazio.
La mostra attinge esclusivamente al ricco patrimonio dell’Albertina e, in un dialogo che abbraccia epoche e collezioni diverse, mostra la carta in tutta la sua versatilità, le sue diverse qualità e dimensioni. Posizioni storiche e contemporanee si incontrano attraverso i secoli. Capolavori noti sono accostati a opere di recente scoperta, rare o mai viste prima, aprendo nuove prospettive sulla collezione. In dieci capitoli tecnici e tematici, organizzati come un percorso, la mostra invita i visitatori a scoprire questo affascinante mondo della carta.
Taglio, Struttura, Dispiegamento
La mostra inizia con il capitolo “Dal taglio”, che presenta un’ampia varietà di oggetti realizzati con carta tagliata. Un’immagine devozionale tardo medievale raffigurante il Sacro Cuore di Gesù è esposta accanto a un’opera altrettanto piccola di Lucio Fontana: entrambe sono accomunate dal taglio nella carta, che cattura fisicamente il materiale e lo espande spazialmente. I katagami giapponesi, utilizzati per trasferire motivi in filigrana sui tessuti, sono accostati a vari ritagli di carta. Birgit Knoechl utilizza questa tecnica per tagliare la carta in impressionanti oggetti tridimensionali di grandi dimensioni che sembrano uscire dal muro.
Il capitolo “Impressionanti e memorabili” presenta oggetti in cui la carta è stata impressa a rilievo, pressata contro una lastra di metallo smerigliata o perforata o utilizzando utensili. Ritagli tardo medievali e opere più recenti di Hans Bischoffshausen, Lucio Fontana, Alena Kučerová, Sol Lewitt, Antoni Starczewski, Rebecca Salter e Günther Uecker illustrano queste tecniche.
“Unfolding in space” (“Svolgersi nello spazio”) riunisce opere di grandi dimensioni e tridimensionali, tra cui impressionanti stampe monumentali composte da diversi fogli singoli, l'”Ehrenpforte” (Arco di trionfo) di Albrecht Dürer e Albrecht Altdorfer e “Untergang des Pharaos im Roten Meer” (L’annegamento del faraone nel Mar Rosso) di Tiziano, nonché uno dei pochi modelli originali sopravvissuti dello studio di Adolf Loos. Una nuova sensazionale scoperta sono i rarissimi “fogli da modellismo” del contemporaneo di Dürer, Georg Hartmann, che creò modelli leggerissimi per astrolabi, meridiane tascabili e globi in carta.
Accanto agli oggetti di Heimo Zobernig e Tillman Kaiser, un leporello giapponese, che racconta la famosa storia del principe Genji in xilografie colorate, si estende su 26 metri quadrati della sala. La costruzione pop-up Living Room di Liddy Scheffknecht e l’imponente 2014-061 Terforation galleggiante di Angela Glajcar sono tra le opere contemporanee acquisite appositamente per approfondire i singoli capitoli. Peter Sandbichler ha sviluppato il suo ampio intervento Ornamentale Verschränkung (Accavallamento) appositamente per la mostra.
Mondo e Cosmo, mappe storiche da Parigi all’universo
Il capitolo “Il mondo in uno sguardo” spazia da mappe storiche, come il Plan de Turgot di Parigi o una mappa di Hallstatt appena scoperta, all’appropriazione artistica di mappe aeronautiche da parte di Henriette Leinfellner. “La distanza da vicino” apre una visione dello spazio e riflette il fascino secolare per l’universo. Oltre alle impressionanti carte stellari di Albrecht Dürer, alla rappresentazione della luna di Jean-Dominique Cassini, alla xilografia di grande formato di Anselm Kiefer “Il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me” (Der gestirnte Himmel über mir und das moralische Gesetz in mir) e alla galassia di Jochen Höller, un apparato in cartone di Wendelin Pressl invita i visitatori a osservare la superficie della luna.
Percezione, Identità e Movimento
Nei capitoli “Molte parti – Un tutto e diverso da come sembra”, è richiesta un’osservazione attenta. L’alfabeto del maestro E.S. (si tratta di un incisore attivo in Germania tra il 1440 e il 1467, autore di un alfabeto fantastico, le cui lettere sono composte da figure umane mostruose o bestie) è composto da numerose figure, come il lettering di Payer Gabriel, mentre per l’artista colombiana Johanna Calle è esattamente l’opposto: le lettere stampate formano il motivo di un albero. Illusioni ottiche come i puzzle di immagini di Peter Flötner o le fotografie di Thomas Demand, basate su modelli di carta di stanze apparentemente reali, mettono alla prova la nostra percezione e ne mettono in discussione l’affidabilità.
La linea come momento temporale della creazione artistica
Il capitolo “No day without a line” si concentra sulla disciplina artistica e sulla passione per la linea. Le raffigurazioni di Claude Mellans con una sola linea o i cerchi di Martina Krestas illustrano il momento temporale della creazione artistica.
Il capitolo “Io nella carta” interpreta il medium come espressione di identità e autoreferenzialità. Rembrandt ha creato più autoritratti di qualsiasi altro artista, raffigurandosi in un’ampia varietà di abiti ed espressioni facciali. Per la prima volta quasi tutti i suoi autoritratti incisi sono riuniti su un’unica parete. Tracce e segni fisici e autobiografici, come ANT 88 di Yves Klein o Mirror di Anna Barriball, trasformano la carta in un luogo di esperienza di sé.
In Paper in Motion oggetti affascinanti invitano i visitatori a interagire con essi: da rare immagini pieghevoli morali o anatomiche a una caricatura rotante della chiesa. I visitatori sono invitati a provare le repliche. È possibile mettere in movimento repliche di zootropi, tamburi rotanti con fessure per la visione. Nell’ Achselzuckgewand (Abito da scrollata di spalle) di Tone Fink, indossato per le processioni, il movimento è già implicito nel titolo.
IL FASCINO DELLA CARTA, DA REMBRANDT A KIEFER
Museo dell’Albertina, fino al 22 marzo
[Contributo dell’ufficio stampa dell’Albertina]
NELLA FOTO, un autoritratto di Rembrandt del 1630 esposto all’Albertina.
__________________________
AUSTRIA VICINA è anche su Facebook. Clicca “mi piace” alla pagina
https://www.facebook.com/austriavicina