Giovedì 16 Aprile 2026

La Kleine Zeitung di oggi dedica un lungo articolo, spalmato su due pagine, a Giorgia Meloni. Non è la prima volta che il più importante giornale della Carinzia e della Stiria (e il più diffuso in Austria, per numero di copie vendute, dopo il tabloid “Kronen Zeitung”, che però è un caso a parte) presta attenzione alla nostra presidente del consiglio. Le ragioni sono tante. Contano, in particolare, la vicinanza dell’Italia all’Austria e l’importanza dei rapporti commerciali e culturali tra i due Paesi.

L’occasione per riparlare di Meloni sono i mille giorni del suo governo. L’articolo, firmato dal corrispondente da Roma Julius Müller-Meiningen, affronta i principali temi della politica seguita dal governo italiano, ma ciò che più colpisce l’osservatore austriaco è la sua durata, un record per gli esecutivi del “bel Paese”. “In ottobre – scrive Müller-Meiningen – Giorgia Meloni sarà presidente del consiglio da tre anni”. E il giornalista non ha dubbi che quel traguardo sarà raggiunto.

Müller-Meiningen osserva che nessun presidente del consiglio finora è mai durato così a lungo. Giorgia Meloni rappresenta un’eccezione per le “italienische Verhältnisse”, i rapporti italiani. Usa proprio questa espressione (“italienische Verhältnisse”), molto frequente nel linguaggio giornalistico austriaco quale sinonimo di instabilità, governi traballanti, crisi politiche. Quando i governi di Christian Kern o Werner Faymann erano travolti dalle lotte intestine e concludevano anzitempo il loro mandato, si assimilava la loro sorte a quella dei governi italiani di breve durata. “Italienische Verhältnisse”, appunto.

Müller-Meiningen ricorda in proposito che dal dopo guerra l’Italia ha avuto ben 68 governi e stima che mediamente ciascuno di essi è entrato in crisi dopo quasi un anno soltanto. Il governo Meloni, invece, supererà il traguarda dei mille giorni, battendo ogni record di durata.

Si può essere critici quanto si vuole nei confronti di un governo di destra radicale – commenta il giornalista della Kleine – ma questo ha portato a Roma una indiscutibile qualità: la stabilità. La presidente Meloni ha in pugno i tre partiti della coalizione e continua ad avere dalla sua l’Italia. Anche gli elettori conservatori più moderati sono sempre più convinti della sua politica e il suo partito Fratelli d’Italia è stabile nei sondaggi al 30%.

Alle elezioni politiche FdI aveva ottenuto il 26% ed era già allora il primo partito. Ora è salito nei consensi e, secondo Müller-Meiningen, ciò è dovuto soprattutto alla persona di Giorgia Meloni, prima donna in Italia a ricoprire la carica di presidente del consiglio. Anche perché il suo atteggiamento è cambiato. In campagna elettorale “strillava carica d’odio”. Memorabile anche in Austria il suo declamare “sono una madre, sono una donna, sono cristiana”, con quel che segue. Un altro vantaggio che il giornalista austriaco le riconosce è quello di non avere alcun conflitto di interessi, a differenza di Silvio Berlusconi. Ciò, secondo Müller-Meiningen, conferirebbe autenticità alla sua azione.

Il giornalista non manca di ricordare come nel 2022, quando Meloni andò al potere, molti osservatori temessero per l’Italia una deriva illiberale, sul modello ungherese. Le radici di Meloni nel postfascismo rendevano plausibile questo scenario. E la presidente Meloni strizzerebbe l’occhio a questo ambiente, ma per puro calcolo. Al contrario, però, l’Italia con lei è lontana mille miglia dallo scardinare sistematicamente le colonne di una democrazia liberale a la Viktor Orban.

Il fatto che Giorgia Meloni, fin dal primo giorno, non avesse avuto alcun dubbio sulla necessità di sostegno all’Ucraina aggredita dalla Russia e non avesse posto in discussione l’appartenenza dell’Italia alla Nato aveva fatto tirare un sospiro di sollievo in tutta Europa. E sono queste le ragioni che hanno ispirato il titolo dell’articolo: “Non fa più paura”.

NELLA FOTO, l’analisi che il quotidiano Kleine Zeitung ha dedicato oggi alla presidente del consiglio Giorgia Meloni.

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