Martedì 19 Maggio 2026

Karl-Heinz Grasser, ministro delle Finanze dal 2000 al 2006, non solo è in carcere per aver incassato una tangente di 9,6 milioni, ma è anche sottoposto a procedura di fallimento. Era stato lui stesso a presentare una istanza di insolvenza privata il 6 maggio scorso, ma, rispetto ad allora, il buco risulta al momento più grande di quello dichiarato. Finora si sono fatti avanti 6 creditori e l’ammontare dell’indebitamento, infatti, è salito da 21 a 34 milioni di euro. Gli importi maggiori riguardano la tangente a suo tempo incassata, da restituire con gli interessi, e somme dovute all’erario per evasione fiscale. In un modo o nell’altro, è lo Stato il principale creditore di Grasser, che da ministro aveva giurato di servire “in scienza e coscienza”.

Il prossimo 6 agosto si sarebbe dovuta tenere l’adunanza dei creditori per la verifica delle loro richieste e per l’approvazione del piano di pagamento proposto da Grasser. L’appuntamento tuttavia è stato rinviato, perché il curatore del fallimento, Herbert Matzunski, ha informato il Tribunale di non essere in grado, in così breve tempo, di valutare la legittimità delle pretese dei creditori.

Nel frattempo, per ragioni di cautela, sono stati accantonati orologi, gioielli e una bicicletta appartenenti all’ex ministro. Basteranno per saldare il debito di 34 milioni? Certamente no. Per avviare il “Privatinsolvenzverfahren” (il fallimento privato) Grasser ha dovuto versare il 3% del suo debito e per farlo è dovuto ricorrere all’aiuto di terzi.

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