Martedì 14 Aprile 2026

Come Giorgia Meloni, anche Beate Meinl-Reisinger (nella foto), ministra degli Esteri austriaca, è partita oggi per una visita di più giorni ai Paesi del Golfo. Le ragioni del viaggio, ovviamente, riguardano l’approvvigionamento energetico e la riapertura di rotte sicure per il trasporto di gas e petrolio, ma sono anche un segno di solidarietà nei confronti di Paesi coinvolti, loro malgrado, nella guerra di Trump. “L’Austria – ha dichiarato alla partenza la ministra – sta tentando tutti i mezzi diplomatici per contribuire attivamente alla stabilizzazione della situazione e alla tutela dei nostri interessi nazionali”.

L’Austria è un piccolo Paese, ma ha una lunga tradizione di mediazione nei conflitti internazionali. Vienna è stata in passato luogo strategico di mediazione e di dialogo. Potrebbe esserlo anche questa volta, anche se molti osservatori oggi hanno giudicato con scetticismo l’iniziativa di Meinl-Reisinger, che prende avvio proprio alla scadenza dell’ultimatum di “The Donald”, che proprio ieri aveva intimato agli iraniani: “Aprite il maledetto Stretto, pazzi bastardi, o vivrete all’inferno”.

Si ritiene che la ministra sia ben consapevole dei rischi a cui va incontro recandosi nei Paesi arabi, ma anche convinta che qualcosa debba comunque essere fatto. Dall’inizio dell’ultima crisi in Medio Oriente, Meinl-Reisinger è stata in stretto contatto con tutti gli attori rilevanti nella regione. Nel fine settimana di Pasqua, ha parlato telefonicamente con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, così come con i suoi omologhi di Israele e Libano. Inoltre, la ministra si è consultata con il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres, in merito a possibili misure per stabilizzare la situazione nello Stretto di Hormuz, e ha ricevuto a Vienna il ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti.

Meinl-Reisinger ha inoltre parlato con i suoi omologhi in Qatar, Oman, Kuwait e persino con il rappresentante speciale dell’Ue per il Consiglio di cooperazione del Golfo, Luigi Di Maio, di cui da tempo avevamo perso le tracce. Il suo ufficio ha inoltre dichiarato che ha avuto colloqui con i suoi omologhi di Egitto, Azerbaigian e Turchia. La ministra aveva visitato la regione del Golfo l’ultima volta alla fine di gennaio.

[Foto di Roland Ferrigato]

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