La stagione turistica invernale sta andando bene nel polo sciistico di Nassfeld-Pramollo, dove nei giorni di punta si registrano fino a 12.000 primi ingressi alle casse. Le favorevoli condizioni di innevamento hanno avuto la loro parte. L’andamento positivo si è riverberato anche sul versante italiano di Passo Pramollo, dove peraltro sono presenti tre sole realtà ricettive e di ristoro. La situazione sarebbe stata ben diversa se in altri tempi fosse stato realizzato il collegamento funiviario con Pontebba, osteggiato da ottusi campanilismi di vallata, ma sul latte versato è inutile piangere.
L’ufficio stampa di Nassfeld-Pramollo dedica la sua ultima nota ai “portabandiera” italiani del comprensorio sciistico austriaco, riportando alcune dichiarazioni di Fausto Fedrigo, titolare del Kabrio Bar (ricavato dall’ex casermetta dei carabinieri che presidiavano il valico di confine, in tempi remoti e da molti dimenticati, quando il confine chiudeva alle 8 di sera e chi era di là restava di là e chi era di qua restava di qua).
Fausto Fedrigo è figlio del compianto Livio, pioniere del turismo di Pramollo, lato Italia, e “ambasciatore” della cucina italiana per gli ospiti austriaci e tedeschi di Nassfeld, morto prematuramente nell’aprile del 2022. Fu lui, nel 1959, ad avere il coraggio di aprire il primo albergo “Wulfenia” a due passi dal confine, bruciato da un incendio negli anni ’70 e poi subito ricostruito “più bello che pria”.
Fausto è titolare sia del Kabrio Bar che dell’albergo. Riportiamo la dichiarazione da lui rilasciata all’ufficio stampa: “La stagione sta andando bene e siamo molto contenti. L’elemento fondamentale resta sempre la combinazione tra neve e bel tempo. Fino a gennaio abbiamo avuto condizioni ideali, che hanno favorito l’afflusso di sciatori, consapevoli di trovare piste perfette. A febbraio la neve è stata ancora più abbondante, con qualche giornata meno favorevole dal punto di vista meteorologico, ma nel complesso il bilancio è decisamente positivo”.
L’altra realtà turistica sul versante italiano è il “Gallo Forcello” di Riccardo Bearzotti, figlio di quel Bearzotti che a Pontebba aveva un negozio di alimentari e che ormai quasi mezzo secolo fa si era battuto strenuamente, ma vanamente, per la realizzazione del collegamento funiviario con il passo, che avrebbe ridato nuova vita al suo paese in stato letargico, dopo la chiusura dello scalo ferroviario e l’esodo dei militari della Julia.
Anche il “Gallo Forcello”, come il “Wulfenia”, registrano buone presenze, perché, benché in territorio italiano, si inseriscono in modo efficace nella promozione complessiva gestita dagli austriaci. Lo conferma Fedrigo: “Siamo presenti nella comunicazione ufficiale di Nassfeld sia come ristoranti sia come alberghi. La collaborazione con i colleghi di oltre confine è molto buona e concreta”. “Chi vuole sciare bene in Friuli Venezia Giulia viene volentieri qui – osserva ancora Fedrigo – Siamo un comprensorio moderno, con belle baite e un’offerta completa. Poi ogni località ha la sua identità: qui viene chi cerca il grande demanio sciabile, a Sella Nevea, ad esempio, chi preferisce ambienti più alpini e raccolti”.
Accanto alla clientela italiana si registra una presenza significativa di ospiti provenienti da Cechia, Ungheria, Slovenia, Polonia, Regno Unito e Danimarca, a conferma della vocazione internazionale di Nassfeld-Pramollo. Cresce inoltre l’interesse per attività alternative: ciaspolate organizzate, escursioni sul monte Corona, sci di fondo e, tra i più giovani, freeride dopo le nevicate più abbondanti.
Gli operatori auspicano una presenza sempre più attiva della Regione Friuli Venezia Giulia nel sostenere progetti di sviluppo (compreso l’inserimento nei siti di promozione turistica) e nuove idee sul versante italiano, anche in considerazione del forte richiamo che Pramollo esercita sugli sciatori del territorio regionale e degli investimenti nella rimodernizzazione degli impianti compiuta anno dopo anno dall’Austria. Tra le ipotesi allo studio vi è la realizzazione di un campo scuola per bambini. “Investire sui più piccoli – osserva Fedrigo – significa garantire il futuro dello sci e qui ne arrivano cinquemila all’anno. Se i bambini imparano presto, la passione li accompagna per tutta la vita. Sarebbe un progetto importante per rafforzare ulteriormente l’attrattività invernale dell’area”.
NELLA FOTO, Fausto Fedrigo dietro al bancone del suo ristorante.
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