Domenica 11 Ottobre 2026

Nella fattoria degli animali tutti gli animali sono eguali, ma alcuni sono più eguali degli altri. Negli ospedali di Vienna tutti i pazienti sono eguali, ma il papà del segretario dell’Spö (Partito socialdemocratico) Andreas Babler, che è anche vicecancelliere, è più ammalato e bisognoso di cure degli altri. L’accusa che gli viene mossa – al figlio, non al padre, che non ne ha colpa – è di aver usato una corsia preferenziale, abusando del suo potere politico, per far operare in tempi più rapidi il genitore, saltando la fila. È accaduto in una clinica privata di Vienna, l’Orthopädisches Spital Speising, gestito dall’Ordine vincenziano, convenzionata con il servizio pubblico.

L’intervento di cui aveva bisogno Babler senior non era considerato urgente. Rientrava tra quelle che vengono definite “prestazioni programmabili”. I tempi di attesa a Vienna variano di solito per questo genere di interventi dai sei mesi a un anno. Per papà Babler, tuttavia, era stata fatta un’eccezione. Dopo un paio di settimane dalla richiesta era subito entrato nella sala operatoria.

Un trattamento privilegiato? Chi può dirlo? Ma di certo una rapidità che desta sospetti. E, quando di mezzo c’è un personaggio pubblico, anche i sospetti privati diventano pubblici. Lo sono diventati per l’Fpö, il partito dell’estrema destra sovranista, che ha immediatamente presentato una interpellanza alla ministra della Sanità, Korinna Schumman, anche lei socialdemocratica come il figlio del paziente. Nel documento i deputati dell’Fpö hanno espresso il “sospetto di trattamenti preferenziali e priorità nell’assegnazione degli interventi chirurgici” nella clinica di Speising.

Tanto più che il padre di Babler era un “Gastpatient”, un “cliente ospite”. In quanto residente nella Bassa Austria, si sarebbe dovuto rivolgere a un ospedale di quel Land, mentre invece aveva preferito, come tanti, rivolgersi a uno di Vienna. Secondo il personale della clinica, gli sarebbe stata data “sorprendentemente priorità per un intervento chirurgico in tempi brevissimi e senza dover rispettare i tempi di attesa”, di fatto “ignorando tutte le norme di trasparenza e priorità applicabili”. Non si sa chi abbia deciso che il padre del vicecancelliere dovesse essere operato così in fretta. Fonti interne riferiscono che la decisione non compete ai chirurghi, ma al direttore sanitario.

Il caso appare discutibile anche sotto un altro punto di vista. Il Comune di Vienna copre i costi degli interventi nelle cliniche private in convenzione, ma per i “Gastpatient”, come il papà di Babler, per un massimo del 19%. Se un ospedale cura un numero maggiore di pazienti provenienti da altri Länder, deve provvedere autonomamente al finanziamento, mettendolo in conto all’operato. Il che significherebbe che Babler senior non solo ha saltato la fila, facendo attendere altri pazienti, ma che alla fine della coda ci sarà qualcuno costretto a pagare l’operazione di tasca sua, essendo stata superata la percentuale del 19.

Ma, come si diceva all’inizio, tutti i pazienti sono eguali nella fattoria della sanità viennese, ma alcuni sono più impazienti degli altri.

[Foto dell’Orthopedisches Spital Speising di Vienna]

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