Mercoledì 16 Settembre 2026

È normale che su una via di montagna vi siano alpinisti dal passo veloce e altri dal passo più lento e che i primi sorpassino i secondi. Questo può capitare anche su una via ferrata, dove tuttavia il sorpasso è più complicato, per la verticalità e l’esposizione del tracciato. Di solito gli alpinisti scelgono per il sorpasso i tratti più comodi, per poterlo fare in sicurezza, agganciati al cavo della ferrata.

Sul Grossglockner, il monte più alto e più frequentato dell’Austria, vi sono giornate in cui oltre 500 (cinquecento!) persone salgano sulla vetta e la maggior parte di esse lo fanno seguendo la via più facile e sicura, che è la Mürztalersteig, una via ferrata che consente di superare il tratto più ripido del monte, fino all’Adlersruhe, dove si trova il rifugio Erzherzog Johann. È inevitabile che il percorso sia spesso affollato ed è normale che i sorpassi siano frequenti.

Non è normale, invece, che tali sorpassi diano luogo ad alterchi, se non addirittura ad aggressioni fisiche. Non è soltanto una questione di buona educazione, rispetto per chi è più lento, solidarietà tra appassionati di alpinismo. È anche una questione di sicurezza: l’alterco all’osteria è una cosa, su un’esile cresta rocciosa, a un’altezza vertiginosa, è tutta un’altra cosa, che può dar luogo a situazioni di panico e di pericolo.

Qualcosa del genere è accaduta la settimana scorsa proprio sulla Mürztalersteig e, cosa più sorprendente, ha avuto per protagonista una guida alpina, che ha aggredito e quasi messo le mani addosso a una coppia di alpinisti polacchi, marito e moglie. L’intera scena è stata registrata dalla videocamera che l’uomo aveva montato sul casco e che poi l’ha pubblicata in rete, ottenendo oltre un milione di visualizzazioni.

I coniugi stavano salendo all’Erzherzog Johann Hütte, quando hanno incrociato la guida alpina con due clienti. La moglie era evidentemente più lenta e impacciata e il marito, che procedeva davanti, le aveva lasciato spazio, perché potesse muoversi più agevolmente. La guida non ne aveva tenuto conto, impegnando con i suoi clienti proprio quello spazio necessario alla donna per salire in sicurezza. Alla richiesta dell’uomo di lasciar passare la moglie, la guida aveva reagito bruscamente.

La situazione era poi degenerata. Nella registrazione video si sente la guida alpina che, riferendosi al proprio ruolo, pronuncia frasi come: “Sono una guida alpina, chiudi la bocca”. Nella registrazione si possono sentire anche altre osservazioni aggressive. Tra le altre cose, la guida minaccia l’uomo: “Chiudi la bocca, o vengo qui e ti dico quello che penso!”. La scena che più colpisce del video è quella in cui la guida abbandona i suoi clienti, che teneva legati alla corda, e ritorna sui suoi passi, fino a raggiungere il marito per afferrarlo con fare minaccioso per le braccia. Tutto questo avveniva su una esile cresta del Grossglockner, con strapiombi su entrambi i lati.

Per l’alpinista aggredito la questione va ben oltre una semplice disputa sull’ordine di progressione sulla via ferrata. Accusa la guida alpina di aver creato una situazione di pericolo con il suo comportamento. “Le sue azioni non solo hanno messo in pericolo me e mia moglie in modo del tutto inutile, ma anche i suoi due clienti”, scrive l’uomo nel suo post. Riconosce che sorpassare altri scalatori su una via ferrata è generalmente normale e comprensibile. Tuttavia – scrive – ci si aspetta che una guida alpina professionista mostri considerazione, buon senso e, soprattutto, responsabilità per la sicurezza di tutti i partecipanti.

Il filmato sta suscitando scalpore sui social media. L’associazione delle Guide alpine e sciistiche di Kals, il villaggio ai piedi del versante tirolese del Grossglockner, ha preso le distanze dalla guida protagonista dell’alterco. “Naturalmente – scrivono in una nota – questo è un comportamento inaccettabile per noi e lo condanniamo con forza”, osservando inoltre che la guida in questione non è membro dell’associazione, che, quando i clienti sono troppi, si appoggia a guide esterne.

Sul caso sta svolgendo accertamenti anche la polizia di Matrei, competente per territorio, che ipotizza un comportamento pericoloso per la sicurezza delle persone. In realtà, nonostante la sgradevole situazione creatasi, i due alpinisti polacchi non hanno corso alcun rischio, essendo agganciati al cavo con il loro set da ferrata. Il vero pericolo lo hanno corso i clienti della guida, che procedeva con loro di conserva o, come si usa dire, “in corda corta”. Se uno dei due fosse ruzzolato, la guida, impegnata ad aggredire verbalmente e fisicamente il polacco, non sarebbe stata in grado di trattenerlo e tutti e tre sarebbero finiti nel baratro.

NELLA FOTO di APA/Barbara Gindl, la cuspide del Grossglockner, il monte più alto dell’Austria.

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