Domenica 18 Gennaio 2026

Rosa, Marie, Adolfine e Pauline sono le sorelle di Sigmund Freud, il fondatore della psicanalisi. Erano viennesi come Sigmund e come un altro loro fratello, Alexander. Tutte e tutti ebrei. Lo psicanalista e Alexander riuscirono a fuggire all’estero in tempo per sottrarsi alle persecuzioni naziste, le sorelle no. Le sorelle furono sfrattate dal loro appartamento, derubate, deportate e quindi uccise. Un femminicidio anomalo, non dovuto alla violenza di un marito, alla gelosia di un partner respinto, ma all’antisemitismo di un regime predatore e criminale.

Al destino di Sigmund Freud, del fratello e delle tante sorelle (ce ne fu una quinta che riuscì a salvarsi, perché non viveva a Vienna), il Sigmund Freud Museum di Vienna dedica una mostra speciale dal titolo “Il caso Freud, documenti dell’ingiustizia”. L’iniziativa è stata resa possibile dalla recente acquisizione di documenti inediti, provenienti dal lascito dell'”amministratore provvisorio” nominato dai nazisti della Casa editrice psicoanalitica internazionale, che era stata di proprietà di Sigmund e Anna Freud.

Questi documenti costituiscono ora l’elemento centrale della mostra: insieme a centinaia di fascicoli originali, lettere commerciali ed elenchi dell’amministratore dei beni di Alexander Freud e delle quattro sorelle, gettano luce sui processi legali e finanziari dei crimini nazisti. Questi documenti rivelano un’altra perfidia: il fondatore della psicoanalisi riuscì a trasportare a Londra l’intero contenuto della sua casa in Berggasse 19, inclusa la sua collezione di antichità, facendo così apparire la sua emigrazione un privilegio. In effetti fu un privilegio, reso possibile dalla mediazione diplomatica di Stati Uniti e Gran Bretagna, mediazione in cui Marie Bonaparte, principessa di Grecia e Danimarca, ebbe un ruolo importante. Dietro le quinte, tuttavia, i nazisti, attraverso la Casa editrice psicoanalitica internazionale, sottrassero a Freud quasi tutte le sue risorse finanziarie. Suo figlio Martin, direttore generale della casa editrice, fu sottoposto a enormi pressioni.

Freud riuscì ad allontanarsi da Vienna il 4 giugno 1938, due mesi dopo l’Anschluss dell’Austria alla Germania nazista. Con il leggendario Orient Express raggiunse Parigi e da lì Londra, dove fu accolto come una celebrità. Lo avevano accompagnato la moglie Martha, la figlia Anna (psicanalista come il padre) e la domestica Paula Fichtl.

Il fratello Alexander, proprietario della Gazzetta ufficiale delle tariffe generali, era un esperto di trasporti internazionali e aveva accumulato una ricchezza maggiore del suo più famoso fratello. Riuscì a salvare la sua vita e quella della moglie solo rinunciando a tutti i suoi beni. Senza un soldo i due lasciarono Vienna e, via Zurigo, raggiunsero anch’essi Londra e poi il Canada.

Quattro delle cinque sorelle di Freud vivevano a Vienna nel 1938. Anche per esse era stato programmato l’esodo in Francia, ma il nuovo regime non permise loro di andarsene. Subirono la persecuzione dei nazisti, la deportazione e la morte nei campi di sterminio.

Il nuovo materiale presentato nella mostra chiarisce questioni chiave negli studi freudiani sul destino delle sorelle, sfatando così il mito del loro abbandono. Lettere e documenti inediti di familiari di Vienna, Londra e New York descrivono l’assillo dei fratelli e di altri parenti per garantire la sicurezza delle anziane donne, nonché i loro tentativi, alla fine risultati vani, di farle emigrare clandestinamente.

I messaggi delle sorelle a Vienna, ora conservati alla Biblioteca del Congresso (Washington), illustrano vividamente le loro condizioni di vita sempre più disperate sullo sfondo delle misure antiebraiche della nuova razza padrona. Questi resoconti personali, insieme alle interviste orali di donne viennesi che si erano prese cura delle anziane, trasmettono la loro paura, la disperazione e le speranze ricorrenti e deluse. Nel 1942 le quattro donne furono deportate dalla casa di riposo di Seegasse a Theresienstadt e successivamente assassinate. Adolfine Freud morì nel campo di concentramento di Theresienstadt; Rosa Graf, Pauline Winternitz e Marie Freud furono uccise nel campo di sterminio di Treblinka.

 

 

DER FALL FREUD. DOKUMENTE DES UNRECHTS

IL CASO FREUD. DOCUMENTI DELL’INGIUSTIZIA

Mostra speciale del Sigmund Freud Museum di Vienna

(il museo si trova in Bergasse 19, nella stessa casa in cui lo psicanalista visse fino all’esilio)

Apertura fino al 9 novembre 2026, con orario dalle 10 alle 18 (martedì chiuso).

Periodo natalizio: apertura ogni giorno dalle 10 alle 18; il 24 dicembre, dalle 10 alle 14; il 1. gennaio, dalle 12 alle 18.

NELLE FOTO, le sorelle di Sigmund Freud, assassinate dai nazisti nei campi di sterminio di Theresienstadt e di Treblinka: Adolfine, Marie, Pauline Winternitz, Rosa Graf.

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