Venerdì 14 Giugno 2024

20.05.12 Petizione change.org Riapriamo le frontiereSono oltre 32 mila gli italiani residenti in Austria e regolarmente iscritti all’Aire (l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero). Un terzo di essi vive a Vienna. Quasi nessuno ha rotto del tutto i ponti con il Paese di origine, dove hanno lasciato affetti familiari, amicizie, interessi economici, a volte proprietà immobiliari. L’emergenza Covid-19 ha messo a dura prova le loro relazioni con la madrepatria. Non sono più potuti salire su un aereo o su un treno per farvi ritorno e le persone che hanno lasciato in Italia non hanno più potuto raggiungerle in Austria.

Il confine tra i due Paesi non è completamente chiuso, come sappiamo, ma, salvo alcune deroghe (per esempio per i lavoratori pendolari transfrontalieri), chi dall’Austria torna in Italia (o viceversa) deve sottoporsi a un periodo di quarantena di 14 giorni. Quattordici giorni all’andata, quattordici giorni al ritorno: in totale fanno un mese, un periodo così lungo di cui quasi nessuno può disporre. E, inoltre, per fare cosa? Per venire in Italia stando poi chiusi in casa, senza poter incontrare le persone o sbrigare le incombenze per le quali ci si era decisi ad affrontare il viaggio?

Le esigenze di cautela sanitaria sono comprensibili, ma non vengono applicate per tutti allo stesso modo. L’altra settimana il governo austriaco e il Sud Tirolo italiano hanno deciso di aprire le frontiere senza quarantena agli studenti di università austriache residenti nella provincia di Bolzano. Da questo mese, inoltre, è previsto il rientro di badanti rumene, attraverso l’Ungheria, per accudire ad anziani assistiti in casa, perché non si trovano cittadini austriaci disposti a svolgere tale servizio. Un primo contingente di cento donne rumene è arrivato ieri a Vienna, con un treno speciale partito da Timisoara. Un secondo contingente arriverà giovedì. In tutto le badanti straniere in Austria sono 60.000. Studenti e badanti sono immuni al Coronavirus?

Alcune italiane di Vienna, qualche giorno fa, hanno inviato una mail all’ambasciatore d’Italia, Sergio Barbanti, al presidente del consiglio Giuseppe Conte e al presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, chiedendo il loro intervento per rimuovere gli ostacoli al loro rientro in Italia e contestualmente hanno anche lanciato una petizione su “change.org” dal titolo “Riapriamo le frontiere”.

Nel documento si fa presente che “in Austria risiedono circa 30.000 italiani iscritti all’Aire, oltre a moltissime persone che non vi sono iscritte, come molti studenti in Erasmus e lavoratori stagionali, che, dal momento del lockdown dovuto alla pandemia Covid-19, non sono più potuti ritornare in Italia per visitare i propri congiunti, sbrigare necessarie attività amministrative o gestire attività economiche”.

La petizione così prosegue: “Stiamo parlando di genitori anziani, in molti casi malati; di famiglie separate; di figli in Paesi diversi con i quali non si può esercitare il diritto di visita; di lavoratori bloccati e impossibilitati a raggiungere la famiglia e/o il posto di lavoro”.

Il 19 aprile la ministra del Turismo austriaco Elisabeth Köstinger “ha dichiarato di volere aprire prossimamente le frontiere ai turisti tedeschi, notizia non ancora confermata ma in fase di valutazione. Da maggio è pianificato il rientro settimanale di circa 1000 badanti rumene attraverso l’Ungheria. Una riapertura delle frontiere austriache solo verso alcuni Paesi, come la Romania e la Germania, sarebbe una palese violazione del trattato di Schengen e quindi una ulteriore lesione dei diritti degli italiani residenti in Austria, ai quali resterebbe negato il loro diritto alla libera circolazione in area Schengen”.

Ma il problema – si legge ancora nella petizione – non sta soltanto sul versante austriaco e non può essere risolto solo dall’Austria: stando alle attuali informazioni pubblicate sul sito del ministero degli Esteri italiano, per noi residenti all’estero il rientro in Patria sarebbe possibile solo in caso di urgenza assoluta”.

Pur comprendendo le ragioni e la necessità di combattere la pandemia – concludono le promotrici della sottoscrizione – è un nostro diritto fondamentale, in quanto cittadine italiane, poter tornare in Patria in qualunque momento (per esempio l’Austria consente il rientro in Austria non solo dei cittadini austriaci, ma anche dei cittadini Ue stabilmente residenti in Austria), naturalmente con le dovute precauzioni per evitare la diffusione del virus”.

La petizione può essere sottoscritta online nel seguente sito web.

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