In Italia le strade forestali di montagna, in genere, sono chiuse al traffico motorizzato. Non solo per evitare il degrado del fondo stradale, ma anche per limitare i danni che le emissioni e il rumore dei veicoli possono causare all’ambiente. In Friuli Venezia Giulia tale divieto è imposto dalla legge 15 del 1991. In Austria succede, in genere, il contrario. Quasi tutte le strade forestali sono accessibili ad auto e moto, per raggiungere rifugi, malghe, stavoli. È questa forse la ragione per cui molti biker austriaci, quando vengono in Italia, non si rendono conto o non tengono conto del divieto di transito sulle nostre strade.
Un lettore di questo blog ci ha segnalato un caso recente sull’ex strada militare che sale al monte Festa, tra la valle del Lago dei Tre Comuni, e il corso del Tagliamento. Mentre saliva a piedi al monte ha incrociato due biker provenienti dalla zona di Salisburgo. Li ha avvertiti che non potevano percorrere quella strada, ma i due hanno fatto spallucce e hanno continuato il viaggio.
Se due motociclisti violano un divieto di transito, non casca il mondo. Il problema è che i due, tornati a casa (o forse già mentre sono in viaggio), pubblicheranno sui social immagini della loro “impresa” e altri ne seguiranno l’esempio. Perché tanto in Italia si può.
NELLA FOTO, le moto dei due salisburghesi parcheggiate nei pressi delle fortificazioni militari sulla vetta del monte Festa.
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