Dalla Carinzia giunge l’allarme siccità. Lo lancia il meteorologo David Kaufmann dalle pagine della “Kleine Zeitung”. Siccità? Ma come è possibile, con tutta la neve caduta in questi giorni, che anche a valle raggiunge in alcune zone, soprattutto orientali, i 25 centimetri? Chi si pone una domanda del genere e mette in dubbio le parole di Kaufmann evidentemente ha difficoltà a distinguere tra meteorologia e clima. Il secondo non valuta le precipitazioni di oggi o di ieri, ma calcola le medie sul lungo periodo. Sono quelle a dare la misura del cambiamento climatico.
Orbene, il bel manto bianco che in questi giorni avvolge valli e monti della Carinzia nasconde sotto di sé uno dei periodi più lunghi di siccità. Dall’inizio dell’inverno meteorologico, che si fa decorrere dal 1. dicembre, le precipitazioni piovose e/o nevose sono state di due terzi inferiori alla media degli ultimi anni.
Non dappertutto è stato così. Nella valle del Gail (l’area dove si trova Pramollo) e del Tirolo Orientale (Lienz) il calo delle precipitazioni è stato del 70 o addirittura dell’80 per cento. Tra Völkermarkt e St. Veit an der Glan, al contrario, è piovuto più del solito. Le preoccupazioni maggiori non sono per la neve che manca nei poli sciistici, che possono provvedervi con mezzi artificiali, ma per l’impoverimento idrologico in generale, che inevitabilmente creerà problemi all’ambiente, all’agricoltura, alle forniture domestiche.
L’allarme è confermato da Johannes Moser, direttore della Sezione idrologica e idrografica del Land, che lamenta da mesi un grande deficit di acqua piovana: da maggio a oggi -20 per cento, nella Lavantal addirittura -25%. Per compensare questo deficit, a Wolfsberg, per esempio, ci vorrebbe una precipitazione di 200 litri per metro quadrato.
Moser tiene sotto controllo anche il flusso d’acqua di fiumi e torrenti. I dati più eclatanti: nella Lavantal -40 per cento, nell’Alta Carinzia -20 per cento. Non piove e anche i fiumi si impoveriscono. Se i fiumi portano meno acqua, anche la produzione di energia idroelettrica ne risente. Il problema è meno evidente per i grandi bacini, che possono essere riempiti con acqua pompata dal basso. Ma non c’è soluzione per le cosiddette “Flusskraftwerke”, ossia per le centraline elettriche che sfruttano la caduta dell’acqua lungo il corso dei fiumi. Complessivamente in gennaio la produzione di energia idroelettrica si è quasi dimezzata (-40 per cento) in Carinzia.
Moser non ha memoria di un periodo così lungo di siccità in Carinzia e nel Tirolo Orientale. Normalmente le carenze d’acqua si compensano nel corso dell’anno: a mesi asciutti si alternano mesi molto piovosi. Così negli ultimi 30 anni. Il deficit d’acqua registrato da maggio 2025 a oggi, invece, è senza precedenti. Per evitare il peggio, d’ora in avanti e per tutta la primavera dovrebbe piovere o, meglio, nevicare più intensamente del passato. Sembra molto improbabile che ciò possa avvenire, ma la speranza è l’ultima a morire.
NELLA FOTO, la centrale idroelettrica “Annabrücke” del Verbund (l’Enel austriaco), una delle tante lungo il corso del fiume Drava (da ciò il nome “Flusskraftwerke”).
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