Questo blog esiste dal 2009 e fornisce informazioni quotidiane sull’Austria, per farla conoscere un po’ meglio ai lettori italiani. Per far percepire l’Austria, come scriviamo nel titolo, “più vicina”. Ma il nostro è solo un modesto contributo a confronto di ciò che sta facendo da oltre quarant’anni, la casa editrice Braitan, che si autodefinisce piccola, ma svolge invece un grande ruolo sul piano culturale. L’ha fondata Hans Kitzmüller (nella foto), germanista e traduttore di Brazzano di Cormons (Gorizia) (Braitan è il toponimo friulano di Brazzano), con l’obiettivo di creare una collana di autori del Friuli Venezia Giulia, dell’Austria e della Slovenia, con testi nella lingua originale o tradotti nelle lingue dei tre Paesi contermini, oltreché in friulano.
È probabile che nel 1984, quando nacque questa impresa, Kitzmüller non immaginasse che sarebbe durata così a lungo e che avrebbe incontrato tanto successo. Quarant’anni sono molti è meritano di essere segnalati. Kitzmüller ha pensato di farlo scegliendo una via minimalista, che è il suo stile, senza pompose celebrazioni. Ha dato appuntamento a quanti seguono il suo lavoro nella casa canonica di Brazzano, per venerdì prossimo, alle 20.
Sarà una serata – si legge nel foglio di invito – dedicata alle “prose e poesie in friulano, tedesco, italiano e sloveno dei grandi autori di una piccola casa editrice”. Vi parteciperanno Sabrina Cattarin, Arianna La Notte, Pier Luigi Pintar e Alessandro D’Osualdo, che leggeranno testi di don Guido Maghet, Celso Macor, F.L. Savio, Christine Lavant, Peter Handke, Franco De Gironcoli, Pier Paolo Pasolini, Gustav Janus e Alojz Gradnik.
Per conoscere meglio la casa editrice Braitan rimandiamo al testo scritto dallo stesso Hans Kitzmüller, che riproduciamo qui sotto.
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L’idea era quella di recuperare la conoscenza della letteratura di regioni contermini separate nel Novecento da confini politici e ideologici, dopo secoli di naturale convivenza. Emblematico il primo autore di quella collana: Alojz Gradnik, cantore del Collio goriziano, uno dei massimi poeti sloveni, sino ad allora sconosciuto ai lettori italiani. Gradnik era di padre sloveno e di madre friulana. Di cultura tedesca e appassionato di letteratura italiana, tradusse tra l’altro in sloveno anche l’Inferno di Dante.
Nel 1986 Braitan proponeva per la prima volta in Italia Christine Lavant, una delle più originali poetesse austriache del Novecento, di recente presentata nella trasmissione Uomini e profeti su Radio Tre, suscitando grande interesse a livello nazionale.
Per far conoscere in Austria la poesia italiana, da Pasolini in poi, nel 1988 usciva, a cura di Amedeo Giacomini, l’antologia trilingue Wie eine Viole in Casarsa, che otteneva un ottimo successo di vendita e di critica. Di recente tale antologia è stata riproposta in coedizione dal Wieser Verlag di Klagenfurt, assieme alla versione tedesca de I Turcs tal Friûl di Pasolini.
Best seller della Braitan è stato per anni Canto alla durata di Peter Handke, diffuso in tutta Italia e successivamente ripreso da Einaudi, che ne ha esaurito anche la seconda edizione. Di Handke Braitan ha pubblicato anche il libro intervista Ai confini e nei dintorni del Nono Paese e Ancora una volta Tucidide, uscito anche in una edizione speciale per la messa in scena di uno dei testi contenuti nel volume da Remondi & Caporossi. Un altro successo della Braitan è stato Slovenia felix, una raccolta di aforismi di Zarko Petan, il Karl Kraus di Lubiana.
Importante per la provincia di Gorizia è stata la pubblicazione in due volumi con cofanetto della produzione poetica e narrativa in friulano (con traduzione italiana) di Celso Macor, I fucs di Belen. Numerose altre proposte di autori sloveni, friulani e carinziani hanno raccolto consensi, facendo esaurire le limitate tirature.
Le edizioni Braitan pubblicano solo pochissimi titoli all’anno, rigorosamente scelti per la qualità e l’originalità dei testi.
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