Giovedì 20 Giugno 2024

18.09.17 HallstattBad Ischl con la regione del Salzkammergut sarà la “capitale europea della cultura 2024”. La decisione è stata presa ieri mattina, a Vienna, da una giuria internazionale, che doveva scegliere tra questa candidatura e quelle di Dornbirn (Vorarlberg) e Sankt Pölten (capoluogo della Bassa Austria). Ognuna delle località aveva 45 minuti di tempo per presentare in lingua inglese il proprio progetto. Erano poi previsti 75 minuti per le domande dei giudici, a cui i rappresentanti delle tre località hanno dovuto rispondere sempre in lingua inglese.

Alla fine ha convinto di più la candidatura di Bad Ischl, che sarà dunque “capitale della cultura” tra 5 anni, assieme a Tartu (Estonia) e a Bodo (Norvegia), la cui scelta era avvenuta già in estate. Da notare che con la designazione di Bodo per la prima volta diventa capitale della cultura anche una città che non fa parte dell’Unione Europea.

Il nome di Bad Ischl è molto noto, soprattutto ai nostalgici della monarchia asburgica. Qui si trova infatti la residenza estiva che Francesco Giuseppe ricevette in dono dalla madre Sofia, in occasione delle nozze con Elisabetta di Baviera (che i più conoscono come Sissi), nel 1853. In questo palazzo l’imperatore si trovava in villeggiatura nei torridi giorni della crisi internazionale seguita all’attentato di Sarajevo, nel 1914, e qui il 28 luglio firmò la dichiarazione di guerra alla Serbia, senza rendersi ben conto che quella firma, quattro anni dopo, avrebbe segnato la fine della sua dinastia.

Da tempo il palazzetto di Bad Ischl, ridenominato “Kaiservilla”, è oculatamente amministrato da un lontano pronipote di Francesco Giuseppe, Markus Salvator Asburgo Lorena, che l’ha trasformata in un museo, visitato nei mesi estivi (d’inverno è chiuso) da migliaia di turisti. Ma non si è ispirata a questo retaggio imperiale la candidatura di Bad Ischl a capitale della cultura. Il progetto proposto alla giuria europea ha puntato piuttosto alla cultura preesistente agli Asburgo nella regione del Salzkammergut e ai fattori che ne determinarono lo sviluppo: l’acqua, fonte di energia anche quando l’energia non era ancora quella elettrica, e il sale, di cui sono ricche le miniere della zona e che costituiva al tempo un bene prezioso (tanto da dare il nome all’intero comprensorio).

In realtà questa volta è stata candidata una regione, il Salzkammergut, con i suoi venti comuni (quasi tutti nell’Alta Austria, meno quattro situati nella confinante Stiria), anche se, per ragioni di regolamento, è stato necessario fare riferimento al nome di una città. Il progetto pone il tema del sale non più fattore determinante di ricchezza e sviluppo nell’era postindustriale, del turismo e dell’”iperturismo”, che ripropone anche in queste zone alpine fenomeni devastanti non dissimili da quelli sofferti da città come Venezia invase da orde di visitatori. Qui, in scala diversa, il problema si pone per un gioiello come Hallstatt, dove l’aggressione turistica non giova sicuramente all’ambiente, ma neppure all’economia (basti dire che uno degli hotel è ormai gestito da cinesi e ospita esclusivamente turisti provenienti a valanga dalla Cina).

L’anno in cui questa regione sarà capitale europea della cultura, con le iniziative in programma, servirà a riflettere su come rendere compatibili questi fenomeni con la tradizione e la cultura del luogo, come trovare soluzioni alternative, che evitino a questa stupenda zona di monti e di laghi di spopolarsi, nonostante le migliaia di visitatori alla Kaiservilla da un lato e le invasioni cinesi dall’altra.

Il titolo di “capitale europea della cultura” fu istituito nel 1985 dalla Commissione europea per “mettere in luce la ricchezza e la molteplicità delle culture d’Europa”. Inizialmente fu assegnato a grandi città, ma nel tempo la scelta cadde anche si città di medie o piccole dimensioni. In Austria la prima “capitale della cultura” fu Graz, nel 2003, seguita da Linz, nel 2009. Nel 2013 per la prima volta fu scelta una regione, la Provenza francese (ma formalmente il titolo toccò a Marsiglia). Ora è la volta del Salzkammergut e di Bad Ischl.

 

NELLA FOTO, il “quadretto” di Hallstatt, sulla riva del lago omonimo, che tutti conoscono (usato anche dal Touring Club Italiano per la copertina della sua guida verde dell’Austria).

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