Lunedì 17 Giugno 2024

19.11.12 Sebastian Kurz e Werner KoglerL’Austria si sta avviando verso una governo formato da Övp (popolari) e Verdi, una formula già collaudata con un certo successo nei Länder, ma mai sperimentata prima d’ora a livello nazionale. Dopo otto“Sondierungsgespräche” (“colloqui di sondaggio”) nell’arco di oltre un mese, ieri Sebastian Kurz, leader dei popolari e cancelliere nel precedente governo, ha annunciato di essere pronto a incominciare le trattative con i Verdi per definire un programma di governo.

Il giorno prima (domenica) la stessa decisione era stata presa all’unanimità dalla direzione allargata dei Verdi. Nell’Övp, invece, non è stato necessario riunire alcun organo collegiale. Kurz, prima di annunciare la sua disponibilità, ha semplicemente consultato telefonicamente i segretari regionali del partito e i dirigenti dei “Bünde”, ovvero delle associazioni che affiancano il partito (ce ne sono per gli agricoltori, per gli imprenditori, per i dipendenti pubblici) e la cui voce conta molto e spesso è determinante per il successo o il fallimento di un governo.

Quale differenza vi sia tra i “colloqui di sondaggio” e le trattative vere e proprie per la formazione di un governo (“Koalitionsverhandlungen”) nessuno lo sa con precisione. I sondaggi vengono fatti preliminarmente dal capo del governo incaricato – in questo caso Kurz – con tutti i partiti, per vedere con quale di essi vi siano migliori possibilità di alleanza. È avvenuto così anche questa volta. La stranezza è che, dopo questo giro di incontri, Kurz non ha fatto alcuna scelta, ritenendo di andare avanti con i sondaggi ancora per un bel po’. Soltanto i Verdi ci sono stati, mentre gli altri si sono fatti da parte, ritenendo che fosse tempo perso.

Dopo otto di questi incontri, ieri finalmente la decisione di incominciare a entrare nel merito del programma. Con quali prospettive di riuscita? Nessuno è in grado di fare previsioni. Övp e Verdi hanno visioni del mondo a volte diametralmente opposte e difficilmente conciliabili. A livello regionale e comunale le coalizioni che si sono formate (è di pochi giorni fa quella appena costituita nel Vorarlberg, dopo le elezioni vinte dall’Övp) hanno dimostrato di lavorare bene, a volte molto bene. C’è una città importante come Innsbruck, che è addirittura guidata da un sindaco verde. Ma a livello nazionale si affrontano temi come l’ambiente, l’immigrazione, la politica estera, la politica sociale su cui i due partiti sono in forte contrapposizione.

Nell’affrontare la discussione sul programma popolari e verdi sono consapevoli di queste divergenze. Se, ciononostante, faranno il tentativo di governare insieme lo si deve probabilmente al fatto che le alternative sono ancora più vacillanti. Tutte le recenti esperienze di governo con i socialdemocratici sono state fallimentari e una nuova “Grosse Koalition” tra le due forze politiche sarebbe possibile soltanto se l’attuale leader dell’Spö, Pamela Rendi-Wagner, si facesse da parte, data l’incompatibilità personale con Kurz.

La situazione è problematica anche con l’Fpö, il partito dell’estrema destra sovranista, alleato dell’Övp nel precedente governo. I popolari considerano un interlocutore affidabile Norbert Hofer, che ha preso il posto di Heinz-Christian Strache alla guida del partito (dopo lo scandalo di Ibiza), ma non vogliono saperne di Herbert Kickl, già ministro degli Interni. Il problema è che Kickl, non Hofer, è il vero “uomo forte” e la mente dell’Fpö. Per formare un governo Övp-Fpö dovrebbero vedersela con lui.

Sono queste le ragioni per cui alla fine Kurz ha puntato sui Verdi. Un ripiego, più che una scelta, anche se alcuni nell’Övp sembrano affascinati dalla novità e anche se nei sondaggi quasi un austriaco su due condividerebbe questa soluzione. Sia Kurz che i Verdi, tuttavia, si sono dichiarati disponibili a giungere a dei compromessi, consapevoli entrambi che altrimenti non si può governare insieme. Per i Verdi un tema su cui non possono cedere è quello del clima e dell’ambiente. Per i popolari sicuramente le materie su cui terranno duro sono l’immigrazione e la sicurezza.

Che l’Övp e i Verdi cedano su questi punti appare francamente problematico, ma in politica, come è noto, non si deve mai dire mai.

 

NELLA FOTO, Sebastian Kurz e Werner Kogler, leader rispettivamente dell’Övp e dei Verdi. Saranno i futuri cancelliere e vicecancelliere?

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