Martedì 16 Dicembre 2025

I servizi di intelligence austriaci hanno trovato in un magazzino di Vienna una valigia contenente cinque pistole e 10 caricatori, due per ogni pistola. Si ritiene che le armi e le munizioni appartenessero a uomini di Hamas, che avrebbero dovuto servirsene per compiere attentati in Europa, probabilmente in Germania. Come si vede, non siamo in presenza di un “arsenale di guerra”, come hanno riferito con una certa enfasi alcuni media italiani, ma il ritrovamento di quelle pistole non può comunque non suscitare allarme. È un segnale che i miliziani islamici, dopo l’azione terroristica contro Israele del 7 ottobre 2023, ora che i loro tunnel sono stati svuotati continuano a disporre di armi e risorse per estendere la loro azione al di fuori della striscia di Gaza.

L’aspetto positivo della vicenda è che il ritrovamento di Vienna è il frutto di indagini coordinate tra i servizi di intelligence a livello europeo. In Austria opera la Direktion Staatsschutz und Nachrichtendienst (Direzione per la difesa dello Stato e il servizio informazioni, in sigla Dsn), che ha agito in stretto collegamento con i “cugini” inglesi e tedeschi.

Tutto ha origine dall’arresto in Inghilterra di un cittadino britannico di 39 anni, figlio di un rappresentante di alto livello di Hamas. Secondo l’emittente britannica Itv Sender, l’uomo sarà estradato in Germania, dove già il mese scorso sono stati arrestati altri tre uomini di Hamas. La Procura federale di Karlsruhe li accusa di essersi procurati armi e munizioni per commettere attentati. Secondo gli inquirenti di Karlsruhe, l’estate scorsa il britannico avrebbe incontrato uno dei tre miliziani di Hamas a Berlino e avrebbe ricevuto da questi le cinque pistole con i relativi caricatori poi depositati nel magazzino di Vienna.

Per il momento non si sa altro. Sono in corso indagini su cui la Dsn mantiene uno stretto riserbo. Non ha comunicato nemmeno dove sia situato il magazzino di Vienna in cui sono state trovate le pistole. La svolta nelle indagini, comunque, è stata commentata con soddisfazione dal ministro degli Interni, Gerhard Karner (Övp), secondo il quale “il caso dimostra che la Dsn è eccellentemente collegata ai servizi di intelligence internazionali e opera con efficacia contro ogni forma di estremismo. Il compito è chiaro: tolleranza zero nei confronti dei terroristi”.

Una nota è stata rilasciata anche dall’Ambasciata di Israele a Vienna. “Il ritrovamento di armi – vi si legge – è una prova che Hamas rappresenta una minaccia non solo per Israele e il popolo ebreo, ma per tutti noi. Hamas non è solo un pericolo regionale, ma parte integrante di una rete terroristica globale, che può colpire ovunque dove regnino libertà e democrazia”.

Non poteva mancare la critica dell’Fpö, il partito dell’estrema destra sovranista, che ha messo sotto accusa “la cultura dell’accoglienza rosso-rosa (sono i colori del Partito socialdemocratico e di Neos, al governo assieme all’Övp, nda), che ha reso definitivamente Vienna un rischio per la sicurezza di tutta l’Europa”.

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