Mercoledì 22 Maggio 2024

Molestie sessuali in una caserma dell’Austria? Nessuna sorpresa. Il fenomeno è abbastanza diffuso, da quando l’Esercito ha aperto le sue porte alle donne. Accade in tutti i Paesi del mondo.

Quando nel 2000 anche l’Italia, ultimo Paese della Nato, ammise il reclutamento di ragazze nei suoi ranghi, alcuni esperti di questioni militari fecero notare che il cosiddetto “sesso debole” sarebbe stato in grado di svolgere egregiamente funzioni di combattimento, fino ad allora ritenute prettamente maschili. In proposito veniva menzionato il ruolo femminile nelle forze armate di Israele e quello delle partigiane nella Guerra di Liberazione. Il vero problema sarebbe insorto nei rapporti con i maschi, particolarmente delicato in una istituzione chiusa come quella militare. Il fenomeno era ben documentato nelle forze armate statunitensi. Il fatto denunciato ora in Austria ci dice che la preoccupazione di quegli esperti non era infondata.

Il caso di stiamo parlando, peraltro, è di estrema gravità. Non si tratta di molestie tra colleghi pari grado di un reparto, ma tra un ufficiale superiore e una subalterna. Anzi, il superiore al massimo livello: un generale di brigata, comandante di tutti i reparti dell’Esercito nella Bassa Austria, il Land più grande del Paese.

Il caso è ancora al vaglio della magistratura e vale, come sempre, la presunzione di innocenza. Ma il fatto che le autorità militari, contrariamente al solito, abbiano comunicato il nome dell’accusato – il generale Martin Jawurek, 56 anni – e che il Ministero della Difesa lo abbia immediatamente sospeso dal servizio, fa capire come le accuse della donna siano apparse credibili e siano state prese molto sul serio.

L’episodio risale all’8 novembre e sarebbe accaduto nella caserma Hesser di St. Pölten, capoluogo della Bassa Austria. Le forze armate austriache sono distribuite in tutti i nove Länder, anche se non in maniera omogenea. In alcuni prevalgono i reparti di fanteria, in altri quelli dell’aeronautica (che non è una forza autonoma, ma fa parte dell’Esercito), in altri i reparti di montagna. In ogni caso, in ogni Land tutte le unità presenti, operative o territoriali, fanno capo a un unico comando.

Quello della Bassa Austria è di stanza nella caserma Hesser e al suo vertice si trova – o si trovava fino a due giorni fa – il generale Jawurek. L’aggressione sessuale sarebbe avvenuta dopo l’orario di servizio. La presunta vittima fa parte del personale civile della caserma. Ha un ruolo che il gergo burocratico austriaco definisce di “Vertragsbedienstete”: è una impiegata pubblica, ma a contratto. Significa che è stata assunta con un rapporto giuridico di natura privatistica, in base al quale può essere licenziata in qualsiasi momento (a differenza degli impiegati pubblici “normali”, i cosiddetti “Beamten”, che hanno il posto assicurato a vita). L’episodio di violenza sessuale, se confermato, va valutato anche alla luce della precarietà del rapporto di lavoro.

Martin Jawurek è in servizio nell’Esercito dal 1984 ed è comandante militare della Bassa Austria dal 2016. Nel corso della sua carriera ha frequentato i corsi di Stato maggiore all’Accademia di difesa territoriale di Vienna e in seguito è stato comandante del contingente militare austriaco nella missione dell’Onu a Cipro. Jawurek ha respinto le accuse che gli sono state rivolte, ma non ha aggiunto altro. In particolare non ha voluto chiarire se tra lui e la donna ci fosse una qualche relazione, dichiarando di non potersi esprimere “essendoci un procedimento giudiziario in corso”. Ha solo sottolineato di “avere piena fiducia nella Giustizia e di essere sicuro che ogni cosa sarà chiarita”.

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Nell’Esercito austriaco prestano servizio attualmente 14.000 soldati e 8.000 impiegati civili (come la presunta vittima di aggressione sessuale), più 25.000 soldati della milizia territoriale (questi ultimi sono militari che hanno già prestato i loro servizio e possono essere richiamati per esercitazioni e addestramento). Le donne sono state ammesse nell’Esercito dal 2011, su base volontaria (quello austriaco è forse l’unico esercito in Europa dove esiste, solo per i maschi, la coscrizione obbligatoria). Attualmente le donne sono 662.

NELLA FOTO, un plotone del Battaglione genio-trasmissioni di St. Johann in Pongau, sulla vetta della Creta di Collinetta (gli austriaci la chiamano Cellon). Come si vede alla sinistra del gruppo, ne fanno parte anche due donne.

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