Martedì 14 Aprile 2026

Il New York Times ha definito Matthew Wong come “uno dei pittori di maggior talento della sua generazione”. L’artista sino-canadese si pone alla frontiera tra l’arte dell’Estremo Oriente e quella occidentale, influenzato in egual misura da Van Gogh e Shintao, che hanno avuto un particolare significato nel suo sviluppo individuale.
Wong, che all’età di 35 anni scelse il suicidio, fu un autodidatta tardivo. Le sue opere più significative videro la luce nel breve scorrere dei suoi ultimi 8 anni di vita, ma hanno lasciato un segno indelebile nell’arte dei nostri giorni. Ci propongono paesaggi malinconici, case isolate nella campagna, cieli a perdita d’occhio e un senso palpabile di inquietudine. Quell’inquietudine che nel 2019 spinse il pittore a porre fine alla sua vita. Già l’anno dopo le sue opere avevano conquistato il mercato, raggiungendo la cifra record di oltre 20 milioni di dollari.
Ora il museo dell’Albertina dedica a Wong una mostra in cui vengono esposti 44 suoi dipinti e 12 lavori su carta, messi a confronto con opere scelte di Van Gogh. L’allestimento è stato reso possibile da una collaborazione con il Van Gogh Museum di Amsterdam, la Kunsthaus di Zurigo e la Fondazione Matthew Wong.
La mostra, di cui è curatrice Angela Stief, si intitola “Metthew Wong – Vincent Van Gogh, ultimo rifugio la pittura”. Può essere visitata fino al 19 giugno, tutti i giorni, dalle 10 alle 18 (mercoledì e venerdì fino alle 21).

NELLA FOTO, l’opera “End of the day” dipinta di Metthew Wong nel 2019, poco prima di togliersi la vita.

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