Mercoledì 22 Maggio 2024

Outbreak of the coronavirus disease (COVID-19) in FrankfurtLa minaccia incombente del Coronavirus non consente di abbassare la guardia, anche se molti cedono all’illusione che il peggio sia passato e che ora tutto andrà meglio. L’Austria, dove l’epidemia è stata affrontata con maggiore successo, è di nuovo in stato di allerta. Per la prima volta da marzo sono stati superati i 100 nuovi contagi in una sola giornata e ora si sta cercando di arginare i focolai, per evitare che il virus torni a diffondersi. Si vuole impedire a tutti i costi una seconda Ischgl.

L’allarme è suonato forte soprattutto a Linz e a Graz, le due città più grandi dell’Austria, dopo Vienna, capoluogo rispettivamente dell’Alta Austria e della Stiria. A Linz i nuovi contagi sono stati segnalati all’interno di una comunità religiosa cristiana non aderente alle Chiese tradizionali e non riconosciuta dallo Stato. È frequentata da immigrati romeni. Dei nuovi focolai, ben 99 erano imputabili a questa comunità, che hanno portato il totale di 257 infetti in tutto il Land (questo il dato di ieri alle 17). Sono risultati positivi, inoltre, sette alunni di cinque scuole dell’Alta Austria. Un bambino infetto anche in una scuola materna.

Il numero maggiore di contagi (77) è stato registrato a Linz, altri 71 nel mandamento della città capoluogo. Per 19 ammalati si è reso necessario il ricovero in ospedale. Complessivamente fino a ieri erano 1.383 le persone poste in quarantena.

Poiché la comunità religiosa romena conta numerosi bambini, che frequentano le scuole, le autorità sanitarie hanno disposto la loro immediata chiusura (in Alta Austria, come in quasi tutti i Länder austriaci, sarebbero dovute rimanere aperte fino all’11 luglio). Da oggi in cinque mandamenti del Land considerati più a rischio sono state chiuse 287 scuole, 154 asili nido, 266 scuole materne, 108 doposcuola. Il provvedimento riguarda 81.000 scolari, 21.200 bambini delle materne, 9.600 iscritti al doposcuola.

Contemporaneamente sono stati intensificati i test, che finora venivano effettuati con molta parsimonia. Il Land ha comunicato di averne effettuato 1.400 nella sola giornata di mercoledì. L’ordine di servizio ora è di estendere i test a tutta la classe, la scuola, la comunità, ogniqualvolta si individui un soggetto positivo.

La situazione si presenta più problematica a Graz, dove un focolaio di infezione è stato individuato tra i dipendenti di una impresa edile, quasi tutti immigrati dalla Grecia. Vivono in fabbricati per operai, in condizioni igieniche e di spazio considerate precarie.

Quando uno di essi ha manifestato i sintomi del Coronavirus, tutti gli altri operai sono stati sottoposti a test. Dieci sono risultati positivi. La preoccupazione nasce dal fatto che la ditta ha cantieri a Leoben, Weiz, Vienna, oltre che a Graz. Nei giorni scorsi i dieci contagiati avevano lavorato in più sedi e ora si cerca affannosamente di raggiungere tutte le persone con cui erano entrate in contatto. Quaranta di queste sono già state sottoposte a test, altre 60 lo saranno nelle prossime ore.

Ai casi segnalati se ne sono aggiunti altri nei due grandi centri di smistamento delle Poste a Inzersdorf e ad Hagenbrunn, in Bassa Austria. In entrambi sono venuti alla luce casi infezione, che hanno indotto le autorità sanitarie a sottoporre a test tutte le 371 persone che vi lavorano. Sono risultati contagiati 65 lavoratori, per lo più asintomatici. Di essi, 50 sono pendolari che arrivano da Vienna e che potrebbero aver portato con sé il virus a casa. Le autorità sanitarie del Land lavorano ora in stretto contatto con quelle della capitale, per evitare che la cosiddetta “seconda ondata”, attesa per l’autunno, arrivi in anticipo.

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