Giovedì 29 Febbraio 2024

21.12.24 Jacob Jordaens, Sacra famiglia con pastori 1616Oggi è Natale e abbiamo scelto come foto di apertura un’immagine adatta alla circostanza: una tela di Jakob Jordaens che raffigura Maria con il Bambino, attorniata dai pastori e proprio per questo si intitola “L’adorazione dei pastori”. Il pittore fiammingo la dipinse nel 1616. Essa si inserisce nell’iconografia cristiana del tempo della “Maria lactans”, la vergine Maria con un seno scoperto, che allatta il figlioletto appena nato.

Scene del genere le ritroviamo in tanti artisti dell’epoca, da Pieter Paul Rubens, che fu maestro di Jordaens, ad Albrecht Dürer fino a Tintoretto. Nessuno se ne scandalizzò allora, nessuno se ne scandalizza ora. Nella nudità di Maria non vi è alcunché di osceno, traspare soltanto la tenerezza materna per il nato. Tant’è che il Wiener Dommuseum (il Museo del Duomo di Vienna) nel 2010 dedicò addirittura una mostra al tema del “grembo materno”, dal titolo “Maria lactans. L’allattamento nell’arte”.

Dai giorni della mostra sono passati 11 anni, dalla creazione dell’opera di Jakob Jordaens addirittura quattro secoli, ma solo ora viene scoperto in essa qualcosa di sconveniente e sessista. Solo nel momento in cui la tela del pittore fiammingo viene riutilizzata per fini di satira da un settimanale di Vienna, sostituendo il volto della Madonna con quello di Susanne Thier non ancora moglie ma presto moglie (per ora solo partner) dell’ex cancelliere Sebastian Kurz, e i volti dei pastori con quelli dello stesso Kurz, di Herbert Kickl, leader dell’estrema destra sovranista, e di Alexander Schallenberg, per meno di due mesi successore di Kurz alla Cancelleria federale. La vera ragione per cui ne parliamo oggi è questa e ci scusiamo con i lettori se abbiamo divagato troppo con l’introduzione.

21.12.24 Jacob Jordaens dipinto modificato da FalterIl settimanale nell’occhio del ciclone è “Falter”, di cui è direttore Florian Klenk. Ogni anno, per Natale, questo giornale pubblica un supplemento satirico dal titolo “Il meglio del peggio”. Nell’edizione di quest’anno a pagina 3 compare la tela di Jordaens con il fotomontaggio, che ha suscitato immediatamente un’ondata di indignazione. Per colpire l’uomo, ovvero Kurz – questo il tenore generale delle critiche – si umilia la donna, ovvero la compagna di Kurz.

Ma il fotomontaggio di “Falter” è pieno di allusioni, che i lettori austriaci (e forse anche i lettori più fedeli di questo blog) riescono a cogliere. Per esempio, nel titolo “Die liebe Familie” è chiaro il riferimento alle parole pronunciate dell’ex ministro Blümel, braccio destro di Kurz, per tranquillizzare Thomas Schmid: “Tu sei della famiglia”, ovvero della cricca del cancelliere, da cui riceverai protezione, quasi come in una famiglia mafiosa.

E nel titolo della pagina “Geilzeit”, il format e il carattere scelti sono gli stessi dell’inserto settimanale del quotidiano “Kurier”: una inequivocabile frecciata di “Falter” al giornale diretto Martina Salomon, legata a Klenk da lunga e cordiale antipatia, per essere o essere stata una fan di “Basti”. Il titolo dell’inserto del “Kurier” è “Freizeit” che significa “tempo libero”. L’inserto satirico di “Falter” lo ha sostituito con “Geilzeit”, che significherebbe “tempo arrapante” o “dell’arrapamento”. Potrebbe sembrare una volgarità, mentre invece è semplicemente un’allusione a quando il giovane Kurz, nella sua prima campagna elettorale, andava in giro su un suv che aveva chiamato “Geilmobil”, ovvero “autoarrapante”, sperando così di far meglio presa sugli elettori più giovani.

Le contestazioni sono venute da ogni “lager” politico, da destra a da sinistra. E anche dall’ambiente giornalistico di cui Klenk fa parte. Armin Wolf, una delle figure più autorevoli del giornalismo televisivo ed estimatore di “Falter” e del suo direttore, ha manifestato su twitter il suo stupore, definendo il fotomontaggio una goliardata: “Qui – ha scritto – non facciamo un giornale di maturandi degli anni ’80”.

Alcuni si sono rivolti direttamente al “Presserat” (organo di autodisciplina dei giornali austriaci), perché censuri l’iniziativa di “Falter”. E c’è chi addirittura ha chiesto a Florian Klenk di restituire il titolo di “giornalista dell’anno” di cui era stato insignito solo pochi giorni fa. Non rendendosi conto che il titolo conferito non è una medaglia o un incarico, che si può restituire o a cui si può rinunciare. È come se qualcuno chiedesse all’Italia di rinunciare al titolo di “Stato dell’anno” conferitole dall’”Economist”.

Intervistato dalla tv privata Puls24, Klenk ha difeso la scelta di pubblicare il fotomontaggio dell’opera di Jordaens. “Al centro sta la giustificazione di Kurz, che la nascita del figlio lo avrebbe indotto a ritirarsi dalla politica… Per questo abbiamo osato applicare al corpo della madre di Dio il volto dell’amica del cancelliere”.

Il tutto, naturalmente, sarebbe un’esagerazione satirica, per mostrare quanto agisca con ipocrisia attualmente l’Övp. Perché Kurz non si è ritirato, come afferma, per la nascita di suo figlio, ma perché erano diventate pubbliche le chat scandalose, in cui “venivano assegnati incarichi” o venivano fatte dichiarazioni come “tu sei parte della famiglia” o “chi paga, ottiene”. “Questo pantano di completa corruzione morale, che si cerca di abbellire con immagini di idillio familiare, noi lo abbiamo cercato di interpretare in chiave satirica”.

Alle parole di Klenk si sono aggiunte quelle di Armin Thurnher, editore di “Falter”, che difende il suo direttore a spada tratta. Nel fotomontaggio – spiega – si è voluto “in parole povere prendere per i fondelli gente (Kurz e soci, nda), che a loro volta hanno abusato del quadro familiare e di molto altro, per prendere per i fondelli il pubblico”.

Ora la parola passa al “Presserat”, che se ne occuperà nella sua prima seduta del 2022. Il “Presserat” è un organo di autodisciplina del giornalismo austriaco (in Austria come in quasi tutti i Paesi del mondo non esiste un Ordine dei giornalisti, che è un’anomalia esclusivamente italiana), fondato sulla libera scelta dei giornali di farne parte. Il compito principale è di vigilare sull’applicazione di un codice etico nell’informazione. Le sentenze del “Presserat”, peraltro, hanno soltanto valore di ammonimento o di appello, non possono infliggere sanzioni e imporre risarcimenti. Le sue condanne, tuttavia, hanno un valore morale non sottovalutabile.

Attuale presidente del “Presserat” è Thomas Götz, presidente dell’associazione dei caporedattori e vicedirettore della “Kleine Zeitung”, di cui è stato per molti anni corrispondente da Roma. Non sarà un compito facile per lui.

 

NELLE FOTO, in alto, la tela di Jakob Jordaens con l’”Adorazione dei pastori”: in basso il fotomontaggio che ha sostituito ai volti del pittore fiammingo quelli di Sebastian Kurz, della sua compagna Susanne Thier, dell’ex cancelliere Alexander Schallenberg e del leader dell’Fpö Herbert Kickl.

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